Filippo preme affinché io scriva della serata di venerdì con il mio punto di vista. Beh, innanzitutto c’è da sottolineare che dovevo passare da Andrea perché lui era senza macchina. Tuttavia ero a Mestre e ci ho messo quasi quaranta minuti ad uscirne: coda dalla stazione fino a Mirano. Inoltre, mentre ero in coda, la mia macchina ha cominciato a fare un rumore assurdo: sembrava di stare in una Lancer Evo IX da quanto casino faceva la marmitta. Così, arrivato da Andrea, gli ho chiesto cosa ne pensava e mi ha risposto “Ah, par mi xe drio spaccarse tutto!” [Trad.: la mia modesta opinione è che sta per rompersi tutto!] Io l’ho mandato a quel paese pregandolo di non portar sfiga. Comunque siamo riusciti ad arrivare a Padova sani e salvi e solo allora ho visto il messaggio di Filippo che chiedeva se gentilmente portavamo una bozza di rum e una di pera. In seguito Matteo ha lodato questa mia mancanza. Quello che poi è successo l’ha già raccontato Filippo. Una cosa manca: ad un certo punto io, Matteo e
domenica 2 settembre 2007
Un altro punto di vista
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sabato 1 settembre 2007
giovedì 30 agosto 2007
Un consiglio (per voi e per me)
Buona notte
PS. Vorrei un parere da qualche lettore non-fisico: si capisce qualcosa dei post che ho scritto? Intendo quelli che parlano di Fisica. Perché sarebbe da capire se i post che scrivo li scrivo solo per me oppure li possono comprendere tutti. Ma probabilmente non li avrete nemmeno letti. Pazienza, io ci provo lo stesso a portarvi nel nostro mondo, e prima o poi ci riuscirò.
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Now I know why I love you, SUSY
Ritornando al problema della gerarchia, mi pare di avervi detto nel post sulla rinormalizzazione, che è possibile rinormalizzare
Potremmo però ignorare l’accordamento fine dettato dal parametro di cut-off, ma nella correzione alla massa del bosone di Higgs rimarrebbe la dipendenza quadratica dalla massa del fermione con cui voglia rinormalizzare lo sviluppo. Ad ogni modo, questa correzione sarebbe piccola anche se applicata al quark top e indifferentemente, leptoni e quark potrebbero giocare lo stesso ruolo nella rinormalizzazione.
Ora, alle energie della scala di Planck (o anche a quelle della Grande Unificazione) potrebbe darsi che emergano nuove teorie fisiche, come ad esempio la gravità quantistica o che so io. Con il divergere delle masse degli scalari (un altro modo di chiamare i bosoni), è possibile che la correzione alle loro masse diventi comparabile con queste scale energetiche. Quindi, a meno di un ingiustificato accordamento fine, le masse degli scalari tenderebbero ad avvicinarsi alla massa della particella più pesante predetta dalla teoria.
E qui finalmente viene il bello: se mi avete seguito, sarà per voi facile capire cosa significa quando dico che l’effetto di una particella scalare alla rinormalizzazione della massa del bosone di Higgs produce una correzione che dipende dal quadrato della massa dello scalare stesso. Se faccio quindi tendere a zero questa massa, allora anche la massa del bosone di Higgs viene protetta dalla simmetria chirale, essendo il suddetto bosone uno scalare. Quello che quindi si fa è di porre la massa dei fermioni uguale a quella degli scalari: questo, tecnicamente, viene fatto proprio dalla supersimmetria associando, come ho detto alcuni giorni fa, ad ogni fermione un bosone supersimmetrico e viceversa.
Spero di essere stato abbastanza chiaro: come avete visto, questi argomenti sono piuttosto difficili già per i fisici teorici; figuriamoci per noi A&A.
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Alcuni link (o meglio, un link):
- In questo pdf viene spiegato quello che ho detto io in questi post, con un non troppo eccessivo uso di formule.
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mercoledì 29 agosto 2007
Why do I love you, SUSY?
Avevo accennato, forse nel post sulle stringhe, che il Modello Standard (MS) lascia irrisolti alcuni problemi fondamentali quali la natura ad hoc delle masse delle particelle, gli angoli di mixing dei quark e la storia sulla violazione della CP. Inoltre, un aspetto che viene predetto nel MS ma non è stato verificato sperimentalmente è la storia del famoso bosone di Higgs. In un primo tempo, appena il signor Higgs si accorse di questo piccolo particolare, sembrava che questa particella fosse solo il frutto di una teoria imprecisa. Con il passare degli anni, la teoria del MS si è via via raffinata, andando a includere la scoperta del quark top, oltre alle varie violazioni di CP. Da qualche decennio a questa parte, quindi, si ritiene che il bosone di Higgs esista davvero; anzi, se non ci fosse, il MS prevedrebbe fermioni e bosoni privi di massa. Ovviamente questo non può essere vero, dal momento che le masse degli elettroni e dei bosoni W e Z sono state misurate con sufficiente precisione. Cercherò di spiegarvi brevemente come funziona il meccanismo di Higgs. In Fisica esistono due grandi categorie di campi (vi ricordate la storia della QFT?): ci sono i campi vettoriali e quelli scalari. Esempi di campi vettoriali sono il campo gravitazionale, quello elettrico, magnetico, eccetera. Esempi di campi scalari sono la temperatura, la densità, eccetera. Nei primi, il valore del campo in un punto è un vettore (una freccetta nello spazio caratterizzata da tre parametri: la sua lunghezza, la direzione e il verso), mentre nei secondi il valore è puramente numerico (quello che in gergo si chiama scalare). Tornando al meccanismo di Higgs (detto anche meccanismo di generazione delle masse) vi dico che il campo che descrive il bosone di Higgs (o meglio, quello che descrive le interazioni del bosone di Higgs con gli altri campi) è un campo scalare. Inoltre, tale campo ha una proprietà abbastanza simpatica: quando assume un valore diverso da zero (in realtà dovrei dire: quando assume un valore di aspettazione del vuoto diverso da zero) esso rompe la simmetria che legava assieme interazioni deboli con elettromagnetiche (ricordate?!): quello che ne deriva è che i bosoni W e Z propri delle interazioni deboli acquistano un valore delle masse diverso da zero, mentre rimane nullo il valore della massa del fotone. C’è da dire che il MS non predice la massa che deve avere il bosone di Higgs, ma può stimare un limite superiore di circa 186 GeV.
Nel prossimo post le cose si faranno tremendamente più complicate, ma spero di riuscire a darvi almeno l'idea che sta alla base della SUSY.
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lunedì 27 agosto 2007
Un triste pretesto
Per farvi capire l'importanza di questa nuova simmetria, vi darò una spiegazione molto breve e, spero, altrettanto chiara. Dunque, quando parlavamo delle interazioni fondamentali (la saga completa la trovate nella sezione "De Phisica" sulla barra a destra), sicuramente vi avrò spiegato la differenza tra bosoni e fermioni. Ebbene, nel modello standard "classico", cioè quello che non fa uso della supersimmetria, questi due tipi di particelle sono ben distinte e sembra che non esista nessun legame tra di loro. Infatti, se ben ricordate quella storia sulle funzioni d'onda, non è possibile costruire una funzione d'onda comune per bosoni e fermioni. Uno dei motivi, ad esempio, è che i bosoni se ne fregano del Principio di Esclusione, mentre per i fermioni questo principio è inviolabile. Vi starete chiedendo che cosa sia tale principio. Ebbene, esso scaturisce da ragioni di simmetria, come avevo detto a suo tempo, e consiste nel porre un limite al numero di particelle con un fissato numero quantico. Ecco quindi che viene in ballo questa benedetta simmetria: mentre la funzione d'onda dei fermioni deve essere antisimmetrica, quella dei bosoni può anche essere simmetrica. Si capisce che, data questa contraddizione, non ci sia una via per "unificare" i due tipi di particelle.
Tuttavia, quello che questi due signori hanno fatto è stato proprio di cancellare le differenze tra bosoni e fermioni; basta però avere l'accortezza di associare ad ogni bosone (fermione) un fermione (bosone) supersimmetrico. E' un po' come la storia dell'antimateria, solo che qui si lavora con le simmetrie - e Dio solo sa quanto più è impestato! I partner supersimmetrici delle particelle elementari non sono stati ancora osservati, perché richiederebbero energie molto elevate dovute al grande valore della loro massa. Questo è uno dei tanti motivi per cui si è costruito il Large Hadron Collider (LHC) al Cern di Ginevra. L'importanza delle particelle supersimmetriche va ad intaccare anche la Cosmologia: è stato infatti proposto che, data la loro grande massa, questi oggetti possano costituire di fatto la materia oscura che permea l'Universo. Sarebbe quindi di vitale importanza dimostrarne (o smentirne) l'esistenza.
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Alcuni link:
- Qui l'articolo illuminante del 1974 (da notare che in primis la supersimmetria venne chiamata supergauge transformation...)
- La pagina di Wikipedia sulla supersimmetria
- Un eccellente paper di Zumino che riassume il ruolo della supersimmetria nella fisica moderna.
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domenica 26 agosto 2007
Amazing Stuff
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Acuni link:
- Qui troverete la versione dimostrativa del gioco.
- Qui invece trovate la descrizione della serie completa dei MoH.
- Questo è il sito web della 82a Aviotrasportata
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mercoledì 22 agosto 2007
In futuro...
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martedì 21 agosto 2007
L'elenco delle cose che ho fatto
- Ho lavorato a Jesolo come un servo della gleba;
- mi ha fatto piacere però ritornare a Jesolo perché tutti si ricordavano di me e sentivano la mia mancanza. Addirittura qualche cliente mi ha stretto la mano in segno di profondo rispetto. Io, per ricambiare, gli ho rovesciato addosso del brodo incandescente.
- Sono andato in montagna e ho camminato per 8 ore alle pendici del monte Civetta (in foto) e ho fatto 50 km in bicicletta andando da San Candido a Lienz.
- A causa di questi due sforzi fisici mi si è infiammato il tendine del ginocchio sinistro che mi ha creato non pochi problemi al lavoro.
- Ho comperato una borsa per computer portatili quando io non ho un computer portatile. Oggi pomeriggio la riporterò indietro e cercherò di comprare la borsa giusta.
- Sono andato con Enrico e Tommy al parco acquatico di Caneva (AquaParadise) e abbiamo provato il famoso Stukaz, il Twin Peaks e il Black Hole. Molto divertenti ed adrenalinici.
- Su uno scivolo per bambini un bambino mi è venuto addosso da dietro, vista la mia velocità di discesa supersonica.
- Ho iniziato a studiare Fisica Superiore e credo che continuerò a studiarlo per ancora molto tempo.
- Ho iniziato a leggere un libro di 600 pagine sul D-Day e in questi giorni mi guarderò anche il film degli anni '60 "Il Giorno Più Lungo".
- Non mi viene in mente altro.
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martedì 14 agosto 2007
Spagna '07 - II parte
29.07.07: come ho detto, sveglia alle 7, preparazione valigie, metro direzione Barceloneta ed entrata nella stazione dei treni. Ore 9 il treno parte silenziosamente e lasciamo Barcellona. Alla fermata successiva sale una moltitudine di persone tra le quali una bambina piccola che fa notare per tutta la durata del viaggio come la sua voce sia di gran lunga la più fastidiosa dell’intera Spagna. Ore 14 circa arrivo nella stazione di Atocha a Madrid. Metro direzione El Carmen, dove di fronte c’è il nostro hotel. Alla reception ci danno la chiave magnetica della camera e senza neanche disfare le valigie ci buttiamo a letto. Passano così circa tre ore e alle 18.30 siamo sulla strada, direzione Plaza de Toros. Notiamo che alle 20.30 c’è una corrida dal ridicolo costo di 5 euro e decidiamo di vederla. Vediamo 4 tori che vengono ammazzati e un torero incornato ma niente di grave e alle 22.30 ce ne andiamo, troppa fame. Metro direzione Puerta del Sol, percorriamo un po’ di viuzze e troviamo il luogo per la cena in una “pizzeria” al taglio di fronte all’opera. Dopo cena facciamo due passi, passando per il Palazzo Reale, Plaza Major e prendiamo la metro al Banco de España. Si dorme.
30.07.07: sveglia dopo le 11, colazione con una brioche comprata in un supermercato vicino all’hotel e metro direzione Banco de España. Visita al Parco del Retiro. Un caldo assurdo e zero fontane. Pensiamo di rintanarci al museo del Prado, così passiamo il pomeriggio al fresco. Purtroppo però lunedì il museo è chiuso quindi dirottiamo verso il centro. Metro direzione Gran Via e ci precipitiamo in un centro commerciale (della catena dei Corte Ingles) dove all’ultimo piano c’è il bar e lì pranziamo, verso le 14.30 circa. Dopodichè usciamo ed entriamo alla Fnac dove mi compro un cd di rap spagnolo. Ci dirigiamo alla Puerta del Sol, dove troviamo un gran baccano per via del fatto che di lì a pochi minuti dovrebbe arrivare colui che ha vinto il Tour de France. Aspettiamo circa mezzora sotto il sole cocente e decidiamo di andare altrove. Torniamo sulla Gran Via, percorriamo verso nord Calle de Fuencarral e prendiamo la metro alla stazione di Bilbao. Arrivati in hotel verso le 19.30 ci facciamo un pisolino, poi doccia e via di nuovo sulla strada. Il problema è di trovare un posto economico per cenare. Giriamo quasi un’ora per le vie del centro senza alcun risultato. Poi ci sediamo ai tavoli di un bar nella Plaza de Canalejas dove mangiamo due panini al prosciutto e due birre per la modica cifra di 17 euro. Decidiamo che sono decisamente troppi, quindi sloggiamo. Non conosciamo purtroppo i locali notturni madrileni e ci tocca ritornare in albergo dove vi arriviamo verso l’una.
31.07.07: sveglia, al solito, dopo le 11. Solita colazione. Metro direzione Santiago Bernabeu, per vedere il famoso stadio. Qualche foto e via di nuovo in metro direzione Colòn, dove ci sono alcuni grattacieli. Sono già le 14 e pensiamo a dove poter mangiare. Ma certo: a circa 20 minuti da noi, in Calle de Goya, c’è un altro Corte Ingles e quindi ci precipitiamo lì. Finito il pranzo metro in direzione Ciutad Universitaria, il campus dell’Università di Madrid. Il caldo è opprimente e non lascia scampo. Di nuovo in metro in direzione Moncloa. Qui c’è una specie di accademia militare e quindi scatto qualche foto. In metro di nuovo direzione Plaza de España dove c’è il monumento a Cervantes. Alcune ragazze sostano sulla fontana immergendo i piedi. Stiamo qui circa una mezz’oretta all’ombra di alcuni alberi per rinfrancarci un attimo e decidere dove andare. Risaliamo quindi la piazza e proseguiamo verso il Palazzo Reale, dove scendiamo per vedere i suoi giardini. Trascorre un po’ di tempo e propongo di fare un salto alla stazione di Atocha. Qui infatti c’è una serra con molte piante e animaletti simpatici. Torniamo verso il centro, a Puerta del Sol, dove giriamo un po’ e verso le 19 torniamo in albergo. La serata adesso la facciamo nelle zone di Bilbao: metro fin là e via in calle de Fuencarral. Qui troviamo un simpatico pub: io ordino una “pizza” con tonno, peperoni e quaolcos’altro e una Guinness, mentre Jack prende un piatto di Fish&Chips e una Murphy rossa. Accanto a noi si vengono a sedere due tipe americane, una delle quali evidentemente sprovvista di reggipetto. Jack mi fa notare il fatto e mi va per traverso il boccone di pizza. Ad un certo punto queste due se ne vanno e noi restiamo a bocca asciutta un’altra volta. Jack insiste che dobbiamo assolutamente fare qualcosa. Io preferisco finire la mia pinta di Guinness. Episodio curioso: per il piatto di Fish&Chips, Jack ordina un limone, intendendo fette di limone. Il tipo, invece, porta proprio un limone diviso a metà. L’americana seduta di fianco (quella con troppa lingerie) vede e ordina la stessa cosa. Anche a lei viene servito un limone tagliato in due. Usciamo dal pub e non c’è un granché da fare, così dopo due passi prendiamo la metro e via a letto.
01.08.07: solita sveglia e solita colazione. Oggi si va al Prado. La tessera dell’Università mi fa risparmiare 6 euro di ingresso, così entro a gratis. Jack non si trova d’accordo. Visitiamo in fretta e furia il museo di cui non c’è un granché da raccontare. Decidiamo di pranzare nel ristorante del museo e così facciamo. Verso le 15.30 siamo di nuovo sulla strada. Lì vicino c’è l’Osservatorio Astronomico e penso che sia cosa buona e giusta farci un salto. Il custode però mi informa del fatto che non è aperto al pubblico e poco vale la mia laurea in Astronomia dal momento che l’osservatorio riaprirà a settembre comunque. Poco male: nei dintorni c’è il Centro d’Arte Reina Sofia, dove è esposto Guernica di Picasso. La tessera universitaria mi fa pagare solo 3 euro del biglietto. Jack non viene perché c’era già stato con suo cugino pochi anni fa. Io non voglio perdermelo: è il quadro su cui ho basato la mia tesina della maturità e vorrei vederlo, visto che sono lì a due passi. Quindi Jack decide di farsi un giro per negozi mentre io salgo al secondo piano e mi precipito nella sala 9. Ragazzi, uno spettacolo. Sarà che io amo Picasso, il cubismo e le forme ad esso affini (come il Futurismo e l’Astrattismo), ma Guernica fa davvero impressione. Comunque, verso le 17.30 esco e trovo Jack che non sa cosa fare. Decidiamo di andare a Plaza de Castilla dove ci sono due grattacieli storti. Di lì prendiamo la metro e scendendo a Santiago Bernabeu, attraversiamo il Paseo de la Castellana e siamo sotto la Torre Picasso. Qui sembra di stare a Manhattan: un sacco di grattacieli tutti concentrati in uno spazio abbastanza piccolo. Troviamo qui vicino un altro Corte Ingles: da fuori sembra piccolo, ma ci rendiamo presto conto che è uno dei più grandi mai visti finora. Usciamo e prendiamo la metro a Nuevos Ministerios in direzione dell’hotel. La serata prevede un salto nel solito quartiere di Bilbao. Troviamo il locale per mangiare nel Patatus: un posto dove fanno un sacco di stuzzichini in un tagliere con delle salse. Il prezzo varia a seconda del numero di salse e della grandezza del piatto scelto. Noi mangiamo un tagliere misto con due salse e ovviamente due birre. Come al solito, la serata scorre con qualche passo nel centro e dopo via a letto.
02.08.07: oggi, siccome non sappiamo più che fare, decidiamo di visitare il Palazzo Reale. La mia tessera universitaria ancora una volta si dimostra una fedele compagna di viaggio e mi fa spendere 3 euro, mentre Jack ne deve sborsare 8. Decido che è meglio fare a metà: 8+3=11 che diviso per due fanno 5.50, così è d’accordo anche Jack. Visitiamo il Museo dell’Armeria, dove sono esposte armature, spade, fucili e altre armi del passato di Spagna. Successivamente entriamo nel Palazzo Reale vero e proprio: vediamo il salone del Trono, le camere da letto del Re e Regina e un sacco di altre stanze alquanto lussuose. Usciti si pone il solito problema del luogo dove pranzare che viene al solito risolto da un Corte Ingles. Dopo pranzo prendiamo la metro in direzione Goya, dove c’è un altro centro commerciale, i Giardini di Serrano: ci sediamo al bar e ordiniamo due caffè che mi vengono a costare quasi 5 euro. Siccome non sappiamo che fare decidiamo di fare un salto all’aeroporto (che “non sballia maaai”) così per vedere dove dovremo andare domani, in modo tale da non perdere l’aereo, visto che l’aeroporto di Madrid è uno dei più grandi d’Europa. Così arriviamo fino al check-in al quale dovremo fermarci domani e torniamo indietro. Il tragitto per l’aeroporto dura circa un’ora. Verso le 19.30 siamo in albergo. Un amico del cugino di Jack che lavora a Madrid ci invita ad uscire con lui. Accettiamo volentieri: finalmente uno che sa qualcosa di questa città! Morale della favola: andiamo a cena in un posto dove spendiamo 25 euro a testa, poi in un locale a bere mojitos per 7 euro l’uno e in un altro posto a bere whisky & cola per altri 6 euro l’uno. In poche parole, sono uscito dall’albergo con 40 euro e sono ritornato con 6. Non male in una sera, direi.
03.08.07: è il giorno della partenza. Mi voglio rovinare: metro fino a Bilbao e “colazione” (a mezzogiorno) da Starbucks Coffee con il classico dolcetto alla cannella e il cappuccino tall. Tutto questo mi ricorda tremendamente la Grande Mela, bei tempi. Con Jack decidiamo di fare un salto alla Casa del Campo, appena fuori Madrid: il suo amico spendaccione ci ha detto che da quelle parti allevano i tori che poi faranno le corride. Ovviamente noi andiamo ma non troviamo niente, solo uno zoo e molto caldo. Sono quasi le 15 e dobbiamo ancora mangiare. Dove andare quindi? Ma è ovvio: riprendiamo la metro e scendiamo a Callao, dove c’è un Corte Ingles. Saliamo al 9° piano dove c’è il ristorante e mangiamo un hamburger con patate fritte alle 16. Non male. Dopo un breve giretto, riprendiamo la metro, andiamo in albergo, prendiamo le valigie e via di nuovo in metro verso l’aeroporto. Al check-in troviamo una compagnia di 4 famiglie spagnole con tanto di bambini piccoli e medio-piccoli al seguito che fanno un baccano assurdo. Ci mettono più di mezzora per fare il check-in, mentre io e Jack lo facciamo in poco meno di tre minuti. Non capiamo come mai ci mettano tanto. Passiamo il controllo e ci precipitiamo nel negozio dove vendono la merce duty-free, e diamo un’occhiata al reparto alcolici. Ce n’è un’infinità, mi verrebbe da assaggiarli tutti. Verso le 19.30 ci dirigiamo verso il nostro gate e ci accomodiamo sulle poltrone ad aspettare. L’imbarco è previsto per le 19.50 e ci sono ancora quei dementi che fanno un bordello mostruoso. Finalmente ci imbarchiamo, saliamo sul bus e verso le 20.30 siamo in aereo. Il volo durerà circa due ore e penso che con questa gente a bordo, saranno due ore lunghissime. E infatti è così. Tuttavia, verso le 22.10 le luci di Venezia mi fanno capire che siamo arrivati. L’aereo tocca terra, scendiamo, aspettiamo i bagagli e usciamo dal Marco Polo. L’aria è tremendamente fresca e sembra di stare in paradiso, in confronto con Madrid. Eccoci a casa, dico. Dopotutto, si sta bene anche qui.
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