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lunedì 28 luglio 2008

Antimateria, pt. II

Dal momento che mettere assieme materia ed antimateria comporta la produzione di fotoni ad alta energia (più alta è l'energia delle particelle coinvolte, più alta sarà l'energia dei fotoni prodotti), non è da sorprendere che questa asimmetria sia legata ad un'altra grande asimmetria: quella dei fotoni rispetto alla materia. La proporzione tra fotoni e materia è di circa 100000000:1, che vuol dire che per ogni barione (cioè particelle come protoni e neutroni) ci sono 100 milioni di fotoni. In qualche modo, dunque, queste due asimmetrie devono essere legate e la presenza, oggi, di un così alto numero di fotoni può essere ricondotta ad un epoca, nel passato remoto dell'Universo, in cui è avvenuto lo sbilancio tra materia ed antimateria.
Assumendo quindi che in passato entrambi i tipi di materia fossero presenti, la loro annichilazione ha generato il numero enorme di fotoni che oggi osserviamo. Se la teoria è giusta, quindi, un'altra prova dell'esistenza dell'antimateria può essere quella dei fotoni. Tuttavia resta ancora da stabilire perché e come è stato preferito un tipo di materia invece che un altro. Chiaramente, potrete obiettare, è indifferente chiamare la nostra materia ordinaria “materia” o “antimateria”. La convenzione è di chiamarla “materia”, ma non sappiamo quale delle due sia veramente la “materia” ed, anzi, non avrebbe nessun senso porsi questa domanda.
Ha però senso chiedersi da cosa si sia originato lo squilibrio. La causa è da ricercarsi nelle primissime fasi di vita dell'Universo, in quanto già dopo qualche minuto (diciamo i primi tre) è avvenuta la nucleosintesi primordiale, che ha formato i primi atomi. Quindi c'era già materia e niente antimateria. Il periodo di interesse è quello che va dal tempo di Planck ad un secondo dopo il Big Bang, un periodo di tempo estremamente breve ma durante il quale sono già avvenuti una miriade di fenomeni importanti quali le rotture di simmetria con la conseguente differenziazione delle interazioni fondamentali, l'inflazione cosmica, il confinamento dei quark negli adroni e un sacco di altre cose tra le quali la cosiddetta bariogenesi. Con questo termine si indica il processo che ha portato allo squilibrio osservato tra materia ed antimateria.
Solitamente, quando si parla del primo secondo di vita dell'Universo, si indentifica il periodo inflazionario come una sorta di “confine”: si distinguono cioè i fenomeni che sono avvenuti prima e quelli dopo l'inflazione. Ovviamente questo argomento richiederebbe non solo un post a se, ma anche qualche libro. Tuttavia per ora non mi preoccupo di dare una spiegazione dettagliata del fenomeno inflazionario, ma dico solo che si è trattato di un brevissimo lasso di tempo, più piccolo di un secondo, durante il quale l'Universo ha accelerato bruscamente la sua espansione e lo spazio è stato “stirato” talmente tanto che la sua forma di allora è la stessa che oggi osserviamo. Ebbene, ci si può chiedere se la bariogenesi sia avvenuta prima o dopo l'inflazione. Essa è avvenuta immediatamente dopo: se fosse avvenuta prima, infatti, a causa della rapida espansione, le asimmetrie create sarebbero state cancellate dall'inflazione.
Ma in cosa consiste questa bariogenesi? Essa è un fenomeno che per verificarsi ha bisogno di condizioni particolari, almeno tre. La prima deve essere ovviamente la violazione tra la quantità di materia e antimateria, cosa che si esprime con la cosiddetta violazione del numero barionico. Ma da sola questa condizione non basta. Devono essere contemporaneamente violate anche le simmetrie di parità e di coniugazione di carica, ovvero ci deve essere violazione di CP. Ma, ahimè, anche questa non basta. Perché l'asimmetria possa essere “stabile”, bisogna anche che avvenga uno squilibrio tra le popolazioni statistiche di particelle di materia e antiparticelle, cioè ad un non-equilibrio termico. (Qui la parola “termico” non è riferita direttamente alla temperatura conosciuta come tot gradi centigradi. Quando si parla di particelle microscopiche prese in un grande numero la temperatura diventa una proprietà statistica della popolazione.)
Dopo il primo secondo di vita, queste tre condizioni erano soddisfatte, a causa della densità, temperatura e pressione del plasma primordiale. In pratica, se proprio volete che arrivi alla conclusione, in seguito all'inflazione c'è stata la generazione di barioni, generazione non completamente bilanciata a causa delle tre suddette condizioni. Quello che è successo è che per ogni antibarione ci furono 1 più un centomilionesimo di barioni. Cioè, su 100 milioni di barioni e antibarioni c'era un barione in più. Così, quei 100 milioni di particelle e antiparticelle annichilirono dando origine ai 100 milioni di fotoni osservati, e il restante barione continuò la sua evoluzione legandosi ad altri barioni e formò atomi, molecole, gas, stelle, galassie e la vita.
Non è magnifico tutto questo?

sabato 26 luglio 2008

Antimateria, pt. I

Per gli amici astro/fisici questi due post saranno inutili e può darsi che preferiscano impiegare meglio il loro tempo – farei così anche io. Quindi questi post sono per tutti gli altri.
Varie persone, negli anni, mi hanno chiesto cosa sia l'antimateria. Non lo so il motivo per cui alla gente interessi questa cosa; forse non interessa per niente; magari la parola “antimateria” è figa e si sente da un sacco di parti (dai libri ai film di fantascienza). O forse è per qualche altro motivo. Non so, però comunque stiano le cose, è sempre un piacere per me dialogare/spiegare certi argomenti.
Ho notato che nei saggi scientifici, sui siti internet non troppo osé e nei servizi di documentari televisivi, l'antimateria è quasi sempre definita come “il contrario” della materia. Tipo che l'antiparticella dell'elettrone ha la sua stessa massa ma carica positiva, eccetera. E così per le altre particelle, fino ad arrivare alla classica frase “se una particella si scontra con la sua antiparticella nello scontro si genera energia luminosa (luce, nda) e bla bla bla”. Ma
in pochissimi casi ho sentito dire che cosa sia veramente l'antimateria. Da dove viene? Chi l'ha 'scoperta'? Perché dovrebbe esistere quando c'è già la materia?
La risposta a queste domande si deve ricercare nella storia della fisica, in particolare negli anni '30, quando si cercava di trattare relativisticamente la meccanica quantistica. Fino a quel momento, infatti, la descrizione del mondo microscopico era affidata alla funzione d'onda di Schrödinger ed alla sua
famosa equazione. Essa descriveva particelle microscopiche, come gli elettroni, ma non rispettava le simmetrie imposte dalla relatività di Einstein.
In molti tentarono di far tornare i conti. I primi che ci provarono furono Oscar Klein e Walter Gordon, prendendo direttamente la relazione relativistica tra energia e quantità di moto e quantizzandola con le ben conosciute regole di quantizzazione. Si tratta di semplici passaggi algebrici: per il lettore che mastica un minimo di matematica ecco la
pagina di Wikipedia dove c'è il calcolìno. Un occhio un po' più attento può vedere che l'equazione che trovarono Klein e Gordon, in sostituzione di quella di Schrödinger, non descrive più gli elettroni. Più in generale, essa non descrive più particelle cariche e dotate di spin. L'equazione di Klein-Gordon può essere usata solamente per particelle neutre e con spin nullo.
Chiaramente questa situazione era alquanto imbarazzante: mettere insieme la relatività e la meccanica quantistica sembrava comportare la rinuncia alla descrizione delle particelle reali. Ma, come in altri casi nella storia della fisica, la soluzione fu trovata da un uomo solo, che per questo e mille altri motivi ricevette, tra gli altri, il premio Nobel (sì, una volta lo davano per queste cose).
Il suo nome è Paul Dirac e l'equazione che cavò fuori – che guarda caso porta il suo nome – descrive particelle cariche dotate di spin ed è pure valida in ambito relativistico. Niente di meglio, uno dice. Sì, vero. Però c'è un prezzo da pagare: l'equazione di Dirac ammette due tipi di soluzioni, due simmetrie per così dire. Le prime soluzioni sono quelle conosciute, cioè di energia positiva, come deve essere dal momento che esse rappresentano particelle reali che hanno energie positive. Le seconde, però, sono soluzioni ad energia negativa. Dirac si pose il problema di spiegare queste soluzioni ad energia negativa: esse non potevano venire tolte semplicemente con un colpo di spugna dalla teoria, perché senza di esse la teoria stessa sarebbe crollata. Esse dovevano esistere e dovevano avere un significato fisico.
Dirac risolse il problema di queste soluzioni ad energia negativa supponendo che esse descrivessero particelle simili a quelle conosciute ma con caratteristiche opposte.
Egli aveva predetto l'esistenza dell'antimateria. Sperimentalmente, tale tipologia di materia fu scoperta solo qualche anno più tardi.
Adesso, con tutto quello che abbiamo detto, viene abbastanza naturale proseguire il discorso che facevo prima sulle proprietà delle antiparticelle. Tuttavia volevo focalizzare la vostra attenzione su un fatto a mio avviso interessante: perché nell'Universo esiste solo un tipo di materia? Quale è stato il criterio che ha stabilito che solo la materia doveva esistere e ha soppresso l'altra componente? L'asimmetria materia-antimateria è una delle cose più difficili da spiegare e tuttora non è ben chiaro a cosa sia dovuta. Essa tuttavia rappresenta
un esempio mirabile di connessione tra la fisica delle particelle elementari e la cosmologia, e ve lo racconto la prossima volta.

martedì 8 gennaio 2008

Si ricomincia

Martedì 8 gennaio 2008 si riprende la vita normale con i soliti mille allenamenti al giorno di minibasket, le quaranta ore settimanali di ripetizioni e i migliaia articoli da leggere per quella maledetta tesina. Vi informo che non so più che scrivere e sono abbastanza disperato perché sono appena 19 pagine e il prof non credo che sia completamente d'accordo. Si accettano consigli su cosa scrivere. 
Riprende soprattutto la frenetica navigazione in rete, che durante i giorni di vacanza si era un po' indebolita. E riprende con rinnovato vigore, dal momento che subito mi casca l'occhio su questo articolo sul Corriere, firmato Carlo Rubbia. Consiglio ai cari amici-non fisici di darci una letta, ma anche a tutti gli altri.
Inoltre vorrei focalizzare la vostra attenzione su un altra paginetta web, ovvero questa, dove sono riassunte le dieci teorie cosmologiche più strane. Colpisce soprattutto la decima: quella che, nonostante tutto, io sostengo da tempo. 
Poi, last but not least, domenica è stata presentata la nuova Ferrari F2008. "La Ferrari che sorride", l'hanno chiamata. "Questa è la Ferrari più bella di sempre", ha aggiunto il boss Monty. In effetti è davvero bella. Ma, come ci ricorda il grande Enzo, una macchina è bella se vince. Ieri, poi, test in pista di Raikonnen che sfoggia il meritatissimo numero 1 sul cofano della sua monoposto. E per farlo apposta ieri è stata anche presentata la nuova McLaren MP4-23. E credo che quest'anno, con Alonso di nuovo alla Renault, ne vedremo delle belle. Penso proprio che sarà un stagione 2008 entusiasmante.
Ma adesso riprendo la mia tesina, scusatemi.

PS: con che carattere vi vengono visualizzati i post? Io li ho scritti con Lucida Grande, però ho notato che da certe parti viene visualizzato il Times New Roman, e da altre il classico Verdana. E' così, giusto per sapere.

venerdì 23 novembre 2007

The crucial input

Eh, dovrei studiare cavolo. Sì, devo decisamente studiare. Cosmologia, per la precisione. Ah, volete sapere nel dettaglio cosa mi manca da studiare? Bene, allora ve lo dico. Dunque, dopo aver ripassato per benino la tesina che ho scritto sull'Universo primordiale, devo finire di studiare per bene anche le anisotropie della radiazione cosmica di fondo generate all'epoca dell'inflazione e analizzarne lo spettro di potenza. Se per caso avete una copia del Cosmological Physics di John A. Peacock, il paragrafo in questione è l'11.5, "Relic fluctuations from inflation". Ho quasi risolto il mio dilemma che riguardava un fattore di scala un po' misterioso, ma resta ancora da capire il motivo per cui le fluttuazioni del campo scalare si possono esprimere come la costante di Hubble divisa per due volte pigreco. Il libro dice, testualmente: "[...] where the last step uses the crucial input of quantum field theory, which says that the rms \delta\phi is given by 2\pi." E' proprio che non capisco il crucial input. E la cosa peggiore è che non riesco a trovare una spiegazione relativamente intuitiva. Però devo ammettere che nelle due pagine seguenti il buon Peacock cerca di dare la dimostrazione ma, come spesso accade in questo libro, sono cose un po' buttate là e sicuramente ci saranno non meno di 10 pagine di contacci impestati per arrivare al risultato. Ora, io li farei i contacci, solo che la settimana prossima vorrei fare questo esame e quindi non faccio in tempo a farli. Insomma, come al solito mi trovo ad essere decisamente in merda.
Voi che dite? Faccio i conti e lascio da parte qualcosa? Si accettano ben volentieri pareri e consigli.

mercoledì 16 maggio 2007

Essenzialmente Chicco

Facendo riferimento a ciò che hanno scritto Ema e Fili, volevo parlarvi un po' di Chicco. Per farlo userò essenzialmente le frasi celebri che è solito dire a lezione. Beh, a chi non lo conosce queste frasi sembreranno senza senso, o comunque con un significato limitato, ma per chi ha presente il tipo di persona, beh, vi farete delle grosse risate.
Partiamo quindi dalle frasi che ha detto durante il corso del terzo anno, Cosmology:
- Siamo nelle peste!
- Praticamiente nente
- Una serie di strasformazioni
- E' partito e ha messo il turbo (parlando dell'Universo)
- La settimana proffima
- Questa lavagna opera come un buco nero che si mangia i fotoni del laser
- Come si scoprono queste scoperte?
- I nostri amici stellari...
- Siamo di nuovo nelle peste!
- Perché la zente... (intendendo "gente")
- Ho dei problemi con l'ultima fila... non so se riuscirò a continuare

E arriviamo ai corsi che tiene alla specialistica, High Energy Astrophysics e ancora Cosmology:
- Si stanno assotigliano le mie riserve di gesso (a proposito della scarsità di gessi)
- Il sistema CGS a cui sono affezionato fin da piccolo
- Noi da queste parti siamo rozzi
- Non mi tornava in modo ovvio
- Sto andando male... a male
- Non trovo un ingrediente
- Le stelle si incazzano (con i loro genitori)
- Banalissimamente
- C'è sempre questo 4/3 che ci perseguita, ma dobbiamo rassegnarci
- Per sapere il Compton inverso basta saperlo a parole (sarà...)
- Tanto per convincervi... non sono sicuro che la figura lo faccia (a proposito di una figura proiettata con i lucidi in cui non si capiva un bel niente)
- Adesso, se Gesù mi aiuta, riesco... ne dubito... (mettendo un lucido sulla lavagna luminosa che, sappiamo, non è poi così difficile)
- Basta chiacchere e passiamo ad altro. (dopo un'ora di formule e ragionamenti incomprensibili sullo scattering Compton-inverso multiplo)
- Con una comune ginnastica mentale...
- ISM... dall'inglese Initial Mass Function... (sì, come no!)
- I tempi sono stretti
- UAU ragazzi appaludiamo: sta piovendo!
- Purtroppo non ho vigneti che necessitano di acqua
- E' un gioco da ragazzi... anzi, da studenti della specialistica!
- Oggi dobbiamo fare alcuni pacchi (intendendo molti argomenti)
- Gesso? Ah, col contagocce!
- Scrivo in fretta cose che avete già registrato
- Mi spiace aver concluso questo discorso in modo negativo
- Abbastanza decisamente
- Il raggio di Schwarzschild... che non so bene come si scrive... (questo lo posso capire)
- Definiamo intanto il dominio della lavagna
- Facciamo qualche minuto di pausa altrimenti saltano i tappi... rumorosamente! (meglio)
- In un momento in cui portate fuori il momento... (ovviamente sono due momenti diversi)
- Vediamo se siamo convinti...
- Il tempo sfugge, essenzialmente.
- Astrofisicamente essenzialmente (una tra le migliori)
- Considerate la situazione fisica che stiamo considerando...
- Ditemi se non seguite... essenzialmente
- Non capisco come mai questo set di trasparenze si comporta in un modo così malevolo
- Sto iniziando a scrivere un po' male
- Vediamo se trovo un pezzo di gesso più umano di questo...
Le ultime tre erano di oggi. Nel proseguo di questo blog vedrò, di tanto in tanto, di metterne altre. E questo, cari amici lettori, è essenzialmente tutto.