E' l'ultimo giorno e sta sera dobbiamo fare merdone, diciamo. Nei giorni precedenti abbiamo sparso la voce: vista la nostra posizione strategica all'interno dell'ostello invitiamo tutte le ragazze da noi, per il classico afterhour finale fino al mattino. Tutte si trovano d'accordo. Io, persino, ho comprato in un centro commerciale una nuova coppia di casse: diavolo, la discoteca dell'altro giorno mi fa un baffo. Compriamo anche da mangiare e da bere e diciamo alle ragazze di fare lo stesso perché la notte sarà lunga. La sera, prima di cena, sistemiamo la stanza: stendiamo le coperte inutilizzate per terra, in centro portiamo il materasso del letto vuoto e io collego l'impianto audio. Proviamo con qualche cd: Californication suona bene e lo stesso dicasi per il disco dei Five. Siamo a cavallo: ragazze, cibo, RHCP, bevanda. Tutto l'occorrente per un pigiama-party DOC. Diciamo alle ragazze di presentarsi al nostro cospetto alle undici e mezza. Guardo l'orologio: sono appena le undici e conoscendo le nostre amiche non saranno qui prima di mezzanotte. Quindi decidiamo di farci un pisolino in vista della veglia notturna. Peccato che quando abbiamo aperto gli occhi erano le nove del giorno dopo. Ci svegliamo e c'è la luce ancora accesa, la porta aperta e il lettore cd acceso. Merda, dico. Cazzo, dice Gio. Ghesboro, conferma Jack. E' già ora di tornare a casa.
martedì 10 luglio 2007
Ricordi di Berlino - Last Episode
E' l'ultimo giorno e sta sera dobbiamo fare merdone, diciamo. Nei giorni precedenti abbiamo sparso la voce: vista la nostra posizione strategica all'interno dell'ostello invitiamo tutte le ragazze da noi, per il classico afterhour finale fino al mattino. Tutte si trovano d'accordo. Io, persino, ho comprato in un centro commerciale una nuova coppia di casse: diavolo, la discoteca dell'altro giorno mi fa un baffo. Compriamo anche da mangiare e da bere e diciamo alle ragazze di fare lo stesso perché la notte sarà lunga. La sera, prima di cena, sistemiamo la stanza: stendiamo le coperte inutilizzate per terra, in centro portiamo il materasso del letto vuoto e io collego l'impianto audio. Proviamo con qualche cd: Californication suona bene e lo stesso dicasi per il disco dei Five. Siamo a cavallo: ragazze, cibo, RHCP, bevanda. Tutto l'occorrente per un pigiama-party DOC. Diciamo alle ragazze di presentarsi al nostro cospetto alle undici e mezza. Guardo l'orologio: sono appena le undici e conoscendo le nostre amiche non saranno qui prima di mezzanotte. Quindi decidiamo di farci un pisolino in vista della veglia notturna. Peccato che quando abbiamo aperto gli occhi erano le nove del giorno dopo. Ci svegliamo e c'è la luce ancora accesa, la porta aperta e il lettore cd acceso. Merda, dico. Cazzo, dice Gio. Ghesboro, conferma Jack. E' già ora di tornare a casa.
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lunedì 9 luglio 2007
Ricordi di Berlino - Episode 3
Ora, invece, siamo a Potsdam: stiamo camminando per la strada principale del paese e mangiamo un kebab. A Jack non piace l'insalata così se lo prende solo con la carne. Lo stesso faccio io. Diavolo, è terribilmente piccante. Ricordo che è stato proprio a Berlino ch sono venuto a conoscenza dell'esistenza di questa pietanza e da allora non ho più potuto farne a meno. Comunque l'episodio è un altro. Insomma, stiamo camminando per questa via quando vediamo un'insegna: non so di che negozio di tratti ma l'insegna è piuttosto ingannevole. C'è una gigantesca mano dorata che è rivolta verso l'alto. Sembra quasi che stia dando una grossa palpata al fondoschiena della nostra amica. Così ridiamo e battezziamo quell'insegna come "La Mano Sacra". Lì vicino c'è anche un'altra insegna, a forma di pesce dorato e anche lui è il "Pesce Sacro", per motivi che non ho ben capito.
Un pomeriggio la Mirna chiede alle professoresse se io e Jack possiamo andare con lei. In pratica dovevamo farle da facchini: andare a casa sua, prendere le valigie e portarle da un'altra parte. In particolare da un suo amico che quella sera aveva invitato a cena tutta la classe. Quindi ci separiamo dal resto della banda lasciando il povero Gio in balia delle nostre compagne, se così si può dire. Così andiamo a casa della Nappa, preleviamo le valigie e ci dirigiamo verso la meta della sera. Sto suo amico abita davvero fuori dal centro e ci mettiamo un sacco di tempo per arrivare da lui, tra metro e autobus. Prima di passare a casa della Nappa però siamo andati, io e Jack, a vedere l'enorme Alexander Platz e siamo entrati in un negozio di dischi dove io ho comperato un cd dei Five (sì, lo so, una merda. Ma a quell'epoca andavano forte e io l'ho comperato in vista del festino che avevamo in programma in camera nostra l'ultima sera. Perché le ragazze gradivano i Five. Ma, ahimè, questo farà parte di un altro triste ricordo) mentre Jack un cd degli Slayer. Ricordo che nel booklet c'era un testo composto da qualche frase e alla fine una scritta recitava [noise]. Quindi siamo andati a questa festa da questo tipo. Le nostre care compagne avevano fatto in tempo a passare in ostello e farsi fighe per l'occasione, invece io e Jack siamo sudici ma non ci importa e prendiamo posto ad una tavolata. Mangiamo affamati le pietanze che ci vengono somministrate e beviamo una considerevole quantità di birra e vino. Alla fine della cena Jack, forse un po' alticcio non so, vede la nostra professoressa di tedesco parlare con un altro tizio mai visto prima ed esclama "ciò, trescon che nasse!" [toh, guarda! Una tresca che nasce!] e tutti ridiamo. Poi mi affaccio dentro la casa e trovo il padrone di casa che intrattiene le nostre compagne con qualche strumento, forse una chitarra, e tutti mangiano pasticcini, compresa la prof di inglese che ne ha uno in bocca e due in mano. Gio non so cosa stia facendo e lo cerco. Trovo però Jack, la Elena, la Chiara e la Veronica. Non so come abbia fatto, ma Jack ha in mano una bottiglia da qualche litro di vino e ci sediamo sui gradini che danno sul giardino. Non so come mai ma abbiamo entrambi un umore pessimo e frugando nelle tasche trovo un centesimo di marco che avevo trovato in terra quel pomeriggio. La Nappa mi aveva detto che mi avrebbe portato fortuna. Putroppo non ho notato miglioramenti così, con la bottiglia in una mano e il nichelino nell'altra, getto la moneta gridando qualcosa come "fanculo la fortuna". Jack si trova d'accordo e quindi gli passo la bozza. Gio ancora non si vede. Finisce la festa e torniamo tutti in ostello. Prendiamo un autobus, uno di quelli che fanno il giro notturno, mi accomodo stravaccato sui sedili dietro. Lì vicino si siede anche la Elena e penso che, diavolo, è proprio bella e mi addormento. Mi sveglio che ancora siamo in bus ma siamo quasi arrivati, per fortuna.
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giovedì 5 luglio 2007
Ricordi di Berlino - Episode 2
Una delle prime cose che ricordo è una delle prime sere, credo la seconda, in cui ci hanno portato in una delle 1000000 birrerie della città. Durante il tragitto si parlava del più e del meno, si facevano commenti alquanto stupidi sui fondischiena delle nostre compagne e si dialogava con loro degli argomenti più svariati, ma perlopiù di pettegolezzi. Quindi siamo entrati in questa birreria e abbiamo preso posto. Ricordo che io ero seduto ad un tavolo con Jack, la Elena e qualcun'altro. Gio era da un'altra parte, forse con le professoresse, forse con qualche altra compagna. Io e Jack ordiniamo una birra media e lo stesso fa la Elena: siccome è tutto scritto in tedesco e noi lo capiamo a malapena, ne scegliamo una a caso, la stessa per tutti e tre. Passano così i minuti e parlando e ridendo e scherzando io dico che questa birra è forte e rido e non so cosa sta dicendo Jack perché non lo sento ma anche lui ride e anche la Elena ride e non capisco cosa sta dicendo ma vorrei dirle che ha degli occhi bellissimi ma non faccio in tempo perché lei si alza e va da un'altra parte, al tavolo accanto, dove è ricomparso Gio. Io e Jack finiamo la nostra birra media tedesca e ci spostiamo vicino al tavolo dove ci sono gli altri ma quella dannata birra era tremendamente forte e quasi quasi ci ribaltiamo e ridiamo e io mi alzo per andare in bagno e la testa mi gira e vado al tavolo della prof di inglese e batto i pugni sul tavolo e grido "eora, quando ndemo in branda?" [e allora, quando abbiamo intenzione di ritirarci?] e lei mi risponde con un'altra domanda "Marco, ma stai bene?" e io la mando a quel paese e vado in bagno e mi guardo allo specchio e rido perché, diavolo, non è possibile che una birra, una sola birra, mi abbia ridotto così. Allora torno al tavolo e vedo Jack con la testa fra i gomiti e gli chiedo se sta bene, lui borbotta qualcosa e mi guarda, io sento baccano alla mia destra e mi giro e vedo la Elena che si è abbassata i jeans per far ammirare a tutti che aveva un neo sull'anca o sulla chiappa, non ricordo. Dico a Jack che quello è il nostro momento ma siamo così messi male che non sappiamo neanche dove siamo così ci viene un po' di tristezza ma viene il momento di pagare e facciamo perfino fatica a contare i marchi. Chissà come, facciamo giusto il conto, usciamo e l'aria fresca della notte berlinese ci rinfresca le idee. Così riprendiamo la strada per l'ostello, a braccetto per sorregersi l'un l'altro, come due ubriachi: ubriachi con una birra media. E la Elena è fresca come una rosa. Poveri noi.
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Ricordi di Berlino - Episode 1
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