Altri episodi particolari di Parigi non me ne vengono in mente, a parte quella volta che noi tre si stava in camera da soli e ci viene in mente di chiamare un po' di ragazze per festeggiare. Jack, che è quello più vicino al telefono, chiama e le nostre care compagne ci rispondono qualcosa come "non abbiamo voglia" oppure "vedremo". Io mi incazzo e dico che sono sempre le solite stronze e mi metto le cuffie che mi sparano il cd dei Limp Bizkit appena comperato. Dopo qualche minuto bussano alla porta. Noi, delusi, nel frattempo avevamo spento luci e chiuso a chiave. Quando bussano, diciamo a Jack, che è anche il più vicino alla porta, di sentire chi è. E' buio e non si vede un tubo. Jack inciampa, impreca piuttosto violentemente e dall'altra parte della porta si sentono le risatine delle care compagne. Finalmente Jack riesce ad aprire ed entrano queste. L'atmosfera è abbastanza svaccata, al solito. Noi tre non parliamo, loro non si siedono nemmeno, e dopo poco se ne vanno. Noi imprechiamo e Jack chiude porta e luci, poi dice:
sabato 14 luglio 2007
Ricordi di Parigi - Last Episode
Altri episodi particolari di Parigi non me ne vengono in mente, a parte quella volta che noi tre si stava in camera da soli e ci viene in mente di chiamare un po' di ragazze per festeggiare. Jack, che è quello più vicino al telefono, chiama e le nostre care compagne ci rispondono qualcosa come "non abbiamo voglia" oppure "vedremo". Io mi incazzo e dico che sono sempre le solite stronze e mi metto le cuffie che mi sparano il cd dei Limp Bizkit appena comperato. Dopo qualche minuto bussano alla porta. Noi, delusi, nel frattempo avevamo spento luci e chiuso a chiave. Quando bussano, diciamo a Jack, che è anche il più vicino alla porta, di sentire chi è. E' buio e non si vede un tubo. Jack inciampa, impreca piuttosto violentemente e dall'altra parte della porta si sentono le risatine delle care compagne. Finalmente Jack riesce ad aprire ed entrano queste. L'atmosfera è abbastanza svaccata, al solito. Noi tre non parliamo, loro non si siedono nemmeno, e dopo poco se ne vanno. Noi imprechiamo e Jack chiude porta e luci, poi dice:
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venerdì 13 luglio 2007
Ricordi di Parigi - Episode 3
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giovedì 12 luglio 2007
Ricordi di Parigi - Episode 2
Dobbiamo trovarci dopo pranzo all'entrata dell'hotel, ma abbiamo qualche ora a disposizione. Jack, Gio ed io, al solito, decidiamo di andarcene da qualche parte. Così prendiamo la metro e scendiamo all'Opera; percorriamo Rue de la Paix verso Place Vendome e sbuchiamo a fianco del Louvre. Camminiamo fino a Place de la Concorde e cerchiamo un negozio di macchine fotografiche usa e getta perché io ho dimenticato la mia a casa. Trovato quella che fa al caso nostro, ci facciamo una girata per i giardini dei Tuileries, e ci assale una fame piuttosto fastidiosa. Troviamo quello che fa per noi in un paninaro di fronte all'Opera, mentre ripercorriamo la strada precedente in direzione opposta: prendiamo una baguette a testa e ci dirigiamo verso l'hotel, dove ritroviamo la truppa che ci sta aspettando.
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martedì 10 luglio 2007
Ricordi di Berlino - Last Episode
E' l'ultimo giorno e sta sera dobbiamo fare merdone, diciamo. Nei giorni precedenti abbiamo sparso la voce: vista la nostra posizione strategica all'interno dell'ostello invitiamo tutte le ragazze da noi, per il classico afterhour finale fino al mattino. Tutte si trovano d'accordo. Io, persino, ho comprato in un centro commerciale una nuova coppia di casse: diavolo, la discoteca dell'altro giorno mi fa un baffo. Compriamo anche da mangiare e da bere e diciamo alle ragazze di fare lo stesso perché la notte sarà lunga. La sera, prima di cena, sistemiamo la stanza: stendiamo le coperte inutilizzate per terra, in centro portiamo il materasso del letto vuoto e io collego l'impianto audio. Proviamo con qualche cd: Californication suona bene e lo stesso dicasi per il disco dei Five. Siamo a cavallo: ragazze, cibo, RHCP, bevanda. Tutto l'occorrente per un pigiama-party DOC. Diciamo alle ragazze di presentarsi al nostro cospetto alle undici e mezza. Guardo l'orologio: sono appena le undici e conoscendo le nostre amiche non saranno qui prima di mezzanotte. Quindi decidiamo di farci un pisolino in vista della veglia notturna. Peccato che quando abbiamo aperto gli occhi erano le nove del giorno dopo. Ci svegliamo e c'è la luce ancora accesa, la porta aperta e il lettore cd acceso. Merda, dico. Cazzo, dice Gio. Ghesboro, conferma Jack. E' già ora di tornare a casa.
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lunedì 9 luglio 2007
Ricordi di Berlino - Episode 3
Ora, invece, siamo a Potsdam: stiamo camminando per la strada principale del paese e mangiamo un kebab. A Jack non piace l'insalata così se lo prende solo con la carne. Lo stesso faccio io. Diavolo, è terribilmente piccante. Ricordo che è stato proprio a Berlino ch sono venuto a conoscenza dell'esistenza di questa pietanza e da allora non ho più potuto farne a meno. Comunque l'episodio è un altro. Insomma, stiamo camminando per questa via quando vediamo un'insegna: non so di che negozio di tratti ma l'insegna è piuttosto ingannevole. C'è una gigantesca mano dorata che è rivolta verso l'alto. Sembra quasi che stia dando una grossa palpata al fondoschiena della nostra amica. Così ridiamo e battezziamo quell'insegna come "La Mano Sacra". Lì vicino c'è anche un'altra insegna, a forma di pesce dorato e anche lui è il "Pesce Sacro", per motivi che non ho ben capito.
Un pomeriggio la Mirna chiede alle professoresse se io e Jack possiamo andare con lei. In pratica dovevamo farle da facchini: andare a casa sua, prendere le valigie e portarle da un'altra parte. In particolare da un suo amico che quella sera aveva invitato a cena tutta la classe. Quindi ci separiamo dal resto della banda lasciando il povero Gio in balia delle nostre compagne, se così si può dire. Così andiamo a casa della Nappa, preleviamo le valigie e ci dirigiamo verso la meta della sera. Sto suo amico abita davvero fuori dal centro e ci mettiamo un sacco di tempo per arrivare da lui, tra metro e autobus. Prima di passare a casa della Nappa però siamo andati, io e Jack, a vedere l'enorme Alexander Platz e siamo entrati in un negozio di dischi dove io ho comperato un cd dei Five (sì, lo so, una merda. Ma a quell'epoca andavano forte e io l'ho comperato in vista del festino che avevamo in programma in camera nostra l'ultima sera. Perché le ragazze gradivano i Five. Ma, ahimè, questo farà parte di un altro triste ricordo) mentre Jack un cd degli Slayer. Ricordo che nel booklet c'era un testo composto da qualche frase e alla fine una scritta recitava [noise]. Quindi siamo andati a questa festa da questo tipo. Le nostre care compagne avevano fatto in tempo a passare in ostello e farsi fighe per l'occasione, invece io e Jack siamo sudici ma non ci importa e prendiamo posto ad una tavolata. Mangiamo affamati le pietanze che ci vengono somministrate e beviamo una considerevole quantità di birra e vino. Alla fine della cena Jack, forse un po' alticcio non so, vede la nostra professoressa di tedesco parlare con un altro tizio mai visto prima ed esclama "ciò, trescon che nasse!" [toh, guarda! Una tresca che nasce!] e tutti ridiamo. Poi mi affaccio dentro la casa e trovo il padrone di casa che intrattiene le nostre compagne con qualche strumento, forse una chitarra, e tutti mangiano pasticcini, compresa la prof di inglese che ne ha uno in bocca e due in mano. Gio non so cosa stia facendo e lo cerco. Trovo però Jack, la Elena, la Chiara e la Veronica. Non so come abbia fatto, ma Jack ha in mano una bottiglia da qualche litro di vino e ci sediamo sui gradini che danno sul giardino. Non so come mai ma abbiamo entrambi un umore pessimo e frugando nelle tasche trovo un centesimo di marco che avevo trovato in terra quel pomeriggio. La Nappa mi aveva detto che mi avrebbe portato fortuna. Putroppo non ho notato miglioramenti così, con la bottiglia in una mano e il nichelino nell'altra, getto la moneta gridando qualcosa come "fanculo la fortuna". Jack si trova d'accordo e quindi gli passo la bozza. Gio ancora non si vede. Finisce la festa e torniamo tutti in ostello. Prendiamo un autobus, uno di quelli che fanno il giro notturno, mi accomodo stravaccato sui sedili dietro. Lì vicino si siede anche la Elena e penso che, diavolo, è proprio bella e mi addormento. Mi sveglio che ancora siamo in bus ma siamo quasi arrivati, per fortuna.
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martedì 3 luglio 2007
Letture impegnative
Bene, dopo avervi annoiato con questi discorsetti e notando che questo post fondamentalmente è inutile, vi anticipo che prossimamente stenderò le linee base per la "Rivoluzione del Sesso" ideata da Gio e sottoscritto. Ci si sente gente, vado a mangiare.
PS: siamo già in luglio. Lullio.
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