lunedì 28 aprile 2008

Creare adroni

Mi perdonerete per la lunghezza di questo post, ma in questi giorni ho "scoperto" una cosa molto interessante e ve la voglio raccontare. Essa riguarda gli adroni. Ma andiamo per ordine.
Tra tutte le particelle elementari, gli adroni sono sicuramente le più complicate. Esse, infatti, non sono neppure elementari, in quanto composte da quark. Gli adroni sono di due tipi: mesoni, composti da due quark e barioni, costituiti da tre quark. Le complicazioni nascono per tre principali motivi: i quark si presentano in tre colori diversi e anche tre generazioni di sapori. Per convenienza, assumiamo che le tre generazioni di sapori coincidano con i sapori u, d e s, in quanto gli altri tre (c, b, t) sono troppo pesanti per formare particelle stabili. Quindi, uno si aspetta che, sotto determinate regole, si possano creare gli adroni a partire dai quark fondamentali (u, d, s); chiaramente, bisogna tener conto di almeno due fattori: lo spin e il colore.
Per quanto riguarda il colore, non ci sono particolari problemi poiché una volta create le particelle (barioni e mesoni che siano), basta imporre che esse abbiano colore neutro. Tutte le combinazioni che rispettano questa regola danno origine a particelle il cui comportamento rispetto alle interazioni fondamentali non cambia. Ad esempio, il pione negativo è composto da un quark d e un anti-u. Se il quark d è rosso, allora l'anti-u deve essere anti-rosso. Così, può accadere che il d sia blu e quindi l'anti-u è anti-blu, e così via. Questi pioni si comportano tutti allo stesso modo.
Per lo spin, invece, le cose si complicano, perché a seconda della direzione degli spin dei singoli quark si hanno particelle diverse, avendo diversi spin e quindi diverso comportamento durante il moto (quella che viene chiamata elicità, proiezione dello spin lungo la direzione del moto). Ad esempio, esistono due tipi di mesoni a seconda degli spin: vettori o pseudoscalari. Anche i barioni sono di due tipi: quelli a spin-1/2 (come protone e neutrone) e a spin-3/2 (come le risonanze del protone).
Come formare adroni a partire dagli stati di base ce lo dice il gruppo SU(3). Più o meno io avevo capito, in formule, come farlo però è sempre stato un tabù capire perché c'era un otteto di mesoni e un singoletto. Ma soprattutto era un tabù la vera e propria creazione di queste particelle. Stessa cosa dicasi per i barioni. Qualche giorno fa, però, giocherellando con i triangoli, ho trovato un modo molto semplice ed intuitivo basato su semplici regole geometriche per creare mesoni e barioni. Cioè, non è che l'ho scoperto io: io ho trovato la regola che vado a spiegare, ma penso che sia una regola generale, implicitamente contenuta in tutti i libri di testo ed articoli. Infatti si trovano spesso disegni di otteti e decupletti di barioni ma da nessuna parte è spiegato operativamente come si faccia ad ottenerli.
MESONI
Essendo composti da 2 quark, i mesoni si ricavano dal prodotto diretto delle rappresentazioni 3 x anti-3: perché ogni quark ha 3 sapori possibili. Quindi in totale, ci dovrebbero essere 9 mesoni. Ma come costruirli? Ebbene, quello che si fa è di considerare i tre quark u, d ed s come vertici di un triangolo sul piano T - S, dove T è la terza componente dell'isospin e S è la stranezza (per definizione il quark s ha S = -1). Similmente, esiste un triangolo con gli antiquark e per costruirlo basta invertire i segni dei numeri quantici del primo triangolo. Quindi, la regola 3 x 3, mi dice che devo moltiplicare tra loro questi due triangoli. Questo si fa tenendo fisso il triangolo dei quark e su ogni vertice di questo si costruiscono tre anti-triangoli. Il centro di questi triangoli coincide con il vertice del triangolo base. Si veda la figura(*) (scannerizzata, perché farla al computer è particolarmente laborioso e si perde un sacco di tempo). Tuttavia si nota come al centro ci siano tre particelle: esse non possono essere semplicemente formate dalle coppie u/anti-u, d/anti-d, s/anti-s, perché verrebbero meno alle richieste di antisimmetria della funzione d'onda. Devono perciò essere tre combinazioni lineari. Tuttavia solo due di queste sono indipendenti, e l'altra forma un singoletto a se. E così siamo rimasti con 8 mesoni + 1 spaiato. Ovvero abbiamo effettuato la riduzione 3 x 3 = 8 + 1. Da notare che accade la stessa cosa con i colori.

BARIONI
Qui le cose si complicano, perché i barioni sono composti da 3 quark, quindi abbiamo 3 x 3 x 3 combinazioni possibili. Tuttavia possiamo scrivere 3 x (6 + 3) = (3 x 6) + (3 x anti-3) = (3 x 6) + 8 + 1. Si tratta dunque di scomporre il prodotto diretto 3 x 6, dal momento che, grazie alla trattazione precedente, sappiamo costruire gli 8 + 1. Prima di farlo, però, bisogna tener presente questa cosa: quello che prima era l'anti-triangolo, adesso si è trasformato in un altro triangolo i cui vertici sono composti da due quark ciascuno (anzi, combinazioni lineari di quark). Quindi, il prodotto 3 x 3, dà origine a nove stati composti da tre quark ciascuno: nello specifico, l'otteto costituisce i barioni "normali", cio come il protone e neutrone, e il singoletto è un'altra particella. Per quanto riguarda il 3 x 6, bisogna capire come è fatta la rappresentazione 6. Essa è 6 = 3 + anti-3, cioè adesso devo aggiungere un triangolo ad ogni lato dell'anti-triangolo. Quindi, posso procedere con la moltiplicazione 3 x 6, ovvero tengo fisso il triangolo-6 e, su ogni "vertice" costruisco un triangolo il cui centro coincide con il vertice stesso. Quando adesso dico "vertice" intendo anche le varie intersezioni del triangolo-6. Ottengo a questo punto un triangolo a 10 vertici, dei quali però otto sono "doppi", cioè ho proprio 10 + 8. I dieci stati coincidono con le risonanze Delta(1232) e suoi derivati, mentre l'otteto identifica particelle che sono antisimmetriche rispetto allo scambio dei primi due quark (e non ho capito il loro corrispettivo).

(*) Perdonate i molti errori commessi e la pessima grafica, ma ho fatto tutto ciò in velocità alle undici e mezza di sera, dopo una giornata passata a far contacci. Spero comunque che sia tutto chiaro lo stesso. Un'altra cosa: nello schema dei barioni non ho scritto le singole composizioni di tutte le particelle; avendo capito il metodo basta un po' di tempo (e di voglia) per trovarle tutte.

sabato 26 aprile 2008

Questione di Profondità

Ecco qua gli scatti test per la profondità di campo. Non focalizzate l'attenzione sul soggetto, piuttosto al risultato. Le impostazioni comuni a tutte le foto sono: scatto in modalità Av (priorità apertura), ISO 100, AWB, metering valutativo, obiettivo EF-S 18-55mm a diverse lunghezze focali. Ecco un primo esempio.

Apertura f/4.5 (grande apertura), tempo di posa 1/8:


Nota: qui ho messo a fuoco il soggetto in secondo piano, ma se avessi focalizzato su quello in primo piano, sarebbe risultato che comunque uno dei due è fuori fuoco. Poca profondità di campo con diaframma aperto.

Apertura f/25 (piccola apertura), tempo di posa 5 secondi:


Nota: il soggetto in primo piano non è perfettamente a fuoco e questo per diversi fattori. Ad esempio: la vicinanza dell'obiettivo ai soggetti, la piccola distanza tra loro, ottiche standard non perfette. Per poter usufruire al massimo, avrei dovuto chiudere ancora il diaframma, raggiungendo f/29. Però sarebbero sorte macroscopiche aberrazioni, dovute al fatto che l'ottica in kit 18-55mm ha i suoi limiti. Per gli scatti macro è necessario usare ottiche macro. Il risultato è comunque visibile ed è una maggiore profondità di campo.

Vedete, questo è uno dei (tantissimi) motivi per cui ho comprato una reflex: la libertà offerta da questi sistemi è impressionante. E tutto questo con un'ottica in kit! Figurarsi con gli obiettivi specifici! Non vedo l'ora di prendere un'altra ottica, giusto per vedere la differenza. Il problema è che costano un occhio della testa, soprattutto gli obiettivi zoom (quelli, cioè, a focale mobile). Ma ho sentito parlare molto bene del Canon EF 50mm f/1.4 a focale fissa, ideale per ritratti (quello sul sito della Canon è USM, cioè con l'autofocus ad ultrasuoni. La vresione precedente non ha gli ultrasuoni e costa parecchio meno). E non costa neanche tanto: con un centinaio di euri lo si trova facilmente.
Oppure mi piacerebbe un bel grandangolo, da 14mm possibilmente: questi però costano davvero tanto, soprattutto nelle versioni zoom. (Tipo l'EF 16-35mm f/2.8 L USM deve essere uno spettacolo!)

venerdì 25 aprile 2008

Venerdì 25 aprile

Venerdì 25 aprile, giorno di festa. Bel tempo, tutto sommato. Il sole va e viene e non è né troppo freddo, né troppo caldo. Insomma, una giornata ideale per farsi un giro da qualche parte, che so, in montagna o al mare. Al mare credo che ci sia un bel po' di gente, come al solito. Come due anni fa quando mi trovavo a Jesolo per lavoro proprio in occasione del 25 aprile: ricordo che quel giorno c'era la comunione di mio cugino e dopo il servizio all'albergo, sono andato vicino a San Donà per il pranzo. Ovviamente a metà sono dovuto tornare in albergo per il servizio serale. Comunque, anche in quell'occasione era una bella giornata.
L'anno scorso mi stavo affannando a scrivere la tesina sulle transizioni di fase cosmologiche e al pomeriggio eravamo da Giacomuzzi in piazza a Mestre per il consueto spritz, anche se era chiuso.
Oggi, nel 2008, il quadro resta sempre più o meno quello: studiare, studiare, studiare. L'esame incalza - fissato per mercoledì 30 - e sono ancora indietro con il discorso per la tesina. Anche se è completata, finita e già consegnata, ci sono alcuni passaggi che proprio non mi tornano e non so come fare. Il più grosso ostacolo sta nell'ultima sezione: c'è un passaggio che mi sfugge per ottenere le trasformazioni di gauge dei campi gluonici, trasformazioni che poi devono essere inserite nella Lagrangiana generale. Credo dunque di essere nelle peste. Ho cercato in rete, ma non ho trovato quello che mi serve. Nell'articolo da dove ho preso quella roba non c'è il passaggio intermedio, ma la solita frase "Under an infinitesimal SU(3) transformation..." e segue una sfilza di simboli quasi indecifrabili. In particolare non mi torna proprio l'ultimo termine che è il più importante, quello cioè che descrive le autointerazioni dei gluoni. Spero di andarne fuori.

Comunque, tanto per cambiare, non ho tempo di dedicarmi alla fotografia e così la bella 350D sta facendo la muffa dentro la borsa. Ho fatto tuttavia alcuni test sulla profondità di campo e sulla regolazione dei parametri quali nitidezza, contrasto, saturazione eccetera, regolabili direttamente sulla fotocamera. Per quanto riguarda la profondità di campo, diciamo che ho provato direttamente il fatto che più il diaframma è chiuso, più aumenta l'area in cui tutto è a fuoco. Bella cosa davvero. A questo proposito c'è anche il discorso dell'iperfocale che vorrei approfondire, anche se ovviamente il tempo mi manca. Lo voglio provare sulla reflex analogica, visto che i suoi obiettivi hanno tutte le caratteristiche che servono ma che mancano al 18-55mm di serie della 350D.

Ieri, poi, mi sono arrivati i libri che avevo ordinato su Amazon il 28 marzo: sì, lo so, ci hanno messo un bel po' e questo credo che sia dovuto al fatto che li hanno spediti da Auckland, Nuova Zelanda. La tesi di Feynman l'ho cominciata a leggere un po' oggi, anche perché mi interessa per via dell'esame in preparazione: si intitola infatti The Priciple Of Least Action In Quantum Mechanics, e devo dire che, almeno l'introduzione, è assai illuminante. L'altro testo, invece, lo tengo per ultimo e spero di inziarlo la settimana prossima. Intanto ho letto la prefazione e, a quanto pare, promette bene.

Adesso, cari miei lettori, vi lascio e continuo i miei calcoli di QFT. Saluti.

mercoledì 23 aprile 2008

Quote

«[...] Anche se adesso che lo racconto sembra pazzesco, all'epoca il concetto essenziale di quel discorso sembrava completamente giusto e ovvio. Ci parlò di come le differenze nel livello del benessere dei vari Paesi creavano le gelosie che portano ai conflitti; e di come, poiché ormai disponevamo di armi atomiche, qualsiasi guerra sarebbe stata definitiva. Ci spiegò che l'unico modo di lottare per la pace era dunque di far sì che non ci fossero differenze tanto rilevanti fra i diversi Paesi; ci assicurò che gli Stati Uniti, essendo così ricchi, avrebbero dovuto elargire quasi tutto per aiutare gli altri Paesi, affinché ognuno godesse dello stesso livello di benessere. [...] Io feci obiezione.
Dissi che l'idea di ridistribuire tutto equamente si basava sulla teoria secondo cui esiste nel mondo una quantità totale X di beni che noi Paesi ricchi avremmo sottratto a Paesi più poveri e che quindi avremmo dovuto restituire. Questa teoria però non  tiene conto del fatto che il motivo reale delle differenze tra i vari Paesi è il diverso sviluppo di nuove tecniche agricole, di macchinari per l'agricoltura o l'industria, e tutto ciò richiede una concentrazione di capitali. Non sono i beni in sé a essere importanti, ma lo è il potere di realizzarli. Nessuno di loro però era uno scienziato, e mi accorsi che non mi seguivano. Non capivano la tecnologia, non capivano il tempo in cui vivevano.»

Richard Feynman in "Sta Scherzando, Mr. Feynman!".

C'è da riflettere, io credo.

domenica 20 aprile 2008

Parco chiuso

Si diceva, qualche giorno fa, che una tra le mie più grandi passioni sono i motori, soprattutto le auto. Così, dopo una lunga assenza, sono ritornato a vedere una gara in salita sulle colline del Bosco del Cansiglio, vicino a Vittorio Veneto. Giornata, bellissima, come del resto lo sono quelle zone; potevo io perdermi un'occasione del genere? Soprattutto una gara di macchine, con una presenza massiccia di auto storiche del calibro di Fiat 600 Abarth, Alfa GT, Fiat 500 Abarth, Porsche, Ferrari, BMW, Lancia Delta Integrale, Mitzubishi Lancer Evo IX eccetera? Eh? Ditemi, potevo? Certo che no! Quindi, armatomi di fotocamera nuova di palla, mi sono presentato a Mezzavilla di Fregona ai piedi del Cansiglio e, visto che di tempo ce n'era prima della partenza, ho fatto qualche giro nel Parco Chiuso, dove cioè mettono a punto le auto prima e dopo la corsa. Vi posto le foto migliori. In seguito metterò anche quelle della macchine in azione.


Fiat 600 Abarth - particolare

Fiat 500 Abarth - in preparazione

Ferrari F430 - posteriore

Alfa GT

Audi TT DTM - frontale

Lancia Delta Integrale - in manovra

Volkswagen Golf GTI

Alfa Sud - aperta

sabato 19 aprile 2008

Tre prove

Continua la sperimentazione. In particolare con la profondità di campo. Però ne parlerò in un altro momento. Oggi, approfittando di una giornata di sole, anche se molto ventilata, ho provato la funzione del bracketing in giardino. In pratica si trattava di quella funzione che ti permette di scattare tre foto, una per step dell'esposizione. Nello specifico, io ho scattato a +1, -1 e 0. Inoltre non mi sono limitato a questo, ma ho anche attivato la registrazione delle immagini nel formato RAW. Dunque ho proceduto con la creazione di un HDR. Al dire il vero ne ho fatti 3, uno per tipo. Le tre foto sono state fatte in modalità Aperture Priority (Av) ovvero tenendo fissa l'apertura del diaframma e variando il tempo di posa. Nello specifico ho scattato a f/11, ISO 100 e lunghezza focale 18mm (grandangolo). I tempi di posa vanno dai 1/25 secondi (per l'immagine da +1) a 1/50 (per l'immagine da 0) e 1/100 (per quella da -1). Gli HDR fatti sono questi.

HDR da una singola immagine RAW:
in pratica da un'immagine grezza RAW ho estratto 3 JPEG con esposizione modificata e le ho unite in un unico HDR. Questo il risultato.


HDR da tre immagini JPEG: qui ho usato la solita tecnica di HDR.


HDR da tre immagini RAW: ho usato tutte e tre le immagini RAW con le tre diverse esposizioni e unite in HDR.

Nota bene: tutte gli HDR sono stati fatti con Photomatix e tutti con le impostazioni standard. Cioè non ho modificato niente a mano, ma è tutto in automatico. Su Flickr ho messo l'ultima versione però elaborata un pochettino (forse anche troppo!).

Come si nota, il risultato più significativo è l'ultimo, ovvero quello ottenuto con l'unione diretta delle 3 immagini RAW. A prima vista vi sembreranno tutti uguali, merito del fatto che quelli di Blogger mi hanno ridotto la qualità; posso garantirvi che vederle in pieno formato la differenza si nota eccome, fidatevi. La cosa interessante è che il formato RAW permette di modificare le foto a nostro piacimento, con molte più possibilità del formato JPEG. Infatti le foto registrate con il RAW rappresentano esattamente quello che vede il sensore al momento dello scatto, senza tutte le elaborazioni che fa solitamente la macchina al momento della registrazione delle immagini sulla scheda di memoria. Per questo sono immagin grezze: è esattamente quello che vede il sensore, ovvero l'occhio umano. Si evince che questo formato è molto utile per la post-produzione delle foto, molto più versatile del JPEG.

Due notizie

Ieri a Venezia si è concluso il workshop sulle oscillazioni dei neutrini. Tra i presenti alla serie di conferenze, personaggi di rilievo quali Cabibbo (non quello di Striscia, ma uno che ha contribuito notevolmente alla scoperta del mixing tra le generazioni di particelle), Carlo Rubbia (premio Nobel per aver contribuito alla teoria elettrodebole) e Rita Bernabei, che ha presentato i risultati degli esperimenti che dal 2000 si tengono sotto il Gran Sasso per l'individuazione della materia oscura (o possibili candidati per essa). L'esperimento DAMA si basa sull'individuazione di lampi di luce in una soluzione di sodio e sembra che la frequenza di questi lampi vari a seconda della direzione del moto della Terra nella Galassia. Quindi, se si osservasse una variazione nella frequenza di questi lampi, è possibile che le particelle responsabili siano i famosi WIMPs, weakly interactive massive particles, candidati a rappresentare la materia oscura. Chi ne sa di più può senz'altro parlare meglio e nel dettaglio di questa cosa. Per saperne comunque di più, questo è il link alla notizia riportata da NewScientist.

Altra notizia, questa volta di cosmologia un po' più teorica: parliamo di inflazione e spettro delle perturbazioni generate all'epoca dell'inflazione. La radiazione gravitazionale prodotta durante l'inflazione ha lasciato traccia sullo spettro di potenza della CMB (radiazione di fondo cosmico a microonde) e, oltre al meccanismo dell'inflazione (che in realtà non è uno solo ma ce ne sono tanti), dei tizi ne hanno proposto un altro che come risultato dà sempre lo stesso spettro. Tuttavia questi qui hanno scoperto che lo spettro prodotto da questo nuovo meccanismo produce un segnale circa diecimila (10^4) volte più alto di quello ottenuto con l'inflazione. Il meccanismo proposto da questi qui si basa anch'esso sulla rottura di simmetria, però con una differenza: qui, se ho capito bene, la rottura di simmetria avviene in seguito all'interazione di campi scalari con differente "allineamento" (eh? e che sarebbe? qualcuno me lo spieghi) e c'è rapida espansione. Durante questa interazione viene liberata energia gravitazionale che andrà a stamparsi, poi, sulla CMB. Boh, approfondirò. Qui il link.

Altre cose da dire al momento non ne ho, quindi basta e mi fermo. Riporto il link di questo sito che, anche se non c'entra niente con gli argomenti appena discussi, è abbastanza carino e completo.

mercoledì 16 aprile 2008

Tips and tricks

Sul sito della Canon è possibile iscriversi e ricevere alcuni PDF con dei tips and tricks per la fotografia; non si tratta di un corso vero e proprio, ma di consigli pratici e davvero divertenti su come ottenere dei buoni scatti anche usando una compatta. Pertanto, senza che vi iscriviate, vi dico quali sono quelli che ho trovato più utili e curiosi e, non appena avrò un po' di tempo, li proverò sul campo. 
  • Cercare attentamente gli elementi che si ripetono e trovare l'angolazione dalla quale strutture e serie nascoste di trasformano improvvisamente in un insieme artistico.
  • Scegliere un colore e concentrarsi su questo; si possono così mettere in relazione soggetti di qualsiasi tipo solo grazie al colore, rappresentato in tutte le sue sfumature.
  • Giocare con i contrasti cromatici; non insistere sul monocolore ma contrastarlo con uno completamente diverso.
  • Non dimenticare la dimensione umana; bisogna cioè chiedersi se le dimensioni del soggetto saranno percepibili nella fotografia; gioca con le proporzioni.
  • Lavorare con la profondità di campo; giocare con i livelli e con i piani. 
  • Sfruttare al meglio la poca luce della sera; usare un treppiedi, scattare con l'autoscatto per evitare foto mosse; impostare alti ISO, anche se la foto può diventare un po' granulosa.
  • Usare lenti di occhiali da sole da porre davanti all'obiettivo, meglio se con il fitro UV (cavolo che idea!).
  • Usare un teleobiettivo per foto panoramiche; così si annullano le distanze: primo piano e sfondo formano un tutt'uno.
  • Usare tempi di posa lunghi (da 1/8 in poi) in posti trafficati (ovviamente chiudendo il diaframma).
  • Usare un filtro di polarizzazione (prossimo acquisto, dopo il treppiedi).
  • Se il soggetto si muove, scattare una sequenza di foto con lo scatto continuo e scegliere quella venuta meglio.
  • Prestare attenzione ai dettagli dei soggetti. Usare spesso lo zoom è una cosa buona e giusta.
  • Usare il flash anche di giorno, soprattutto in controluce al tramonto se si fotografano soggetti in primo piano.
  • Decentrare il soggetto principale (e occhio alla profondità di campo).
  • Divertiti e sperimenta continuamente.
It's playtime.

lunedì 14 aprile 2008

VITTORIA

TIE', BECCATEVI QUESTO.

domenica 13 aprile 2008

House music - An introduction

Sapete tutti la mia passione per la black music, il 4/4 nero impestato che spacca i subwoofer delle vostre casse. Non sapete però che apprezzo anche la discomusic, in specialmodo la house. Credo che se uno ha voglia di scatenarsi può fare due cose: (1) cantare a squarciagola canzoni strazianti oppure (2) saltare come un matto con la musica house. In effetti ci sarebbe anche l'opzione "pogo" ma per ovvi motivi non la discuterò. Nemmeno la prima discuterò, mentre parlerò della seconda: house music. Come al solito lo faccio citandovi quei pezzi che, quando li mettevano in disco, io non sentivo nulla se non il unz-unz-unz-unz.
La mia passione per la musica dance inizia nel lontano 1994, epoca delle feste delle medie e delle giostre alla sagra del paese. Ricordo con molto affetto un gruppo, formato da un tizio chiamato Ice MC ed Alexia (sì, proprio lei). Come dimenticare infatti quel gran pezzo famoso per il suo "bon-diggy-diggy-bon-diggy-bon"? Trattasi del brano "Think About The Way". Spettacolare. Bellissime anche "It's a rainy day" e "Take away the color". Quest'ultima, ricordo, era contenuta nel cd Discomania Mix 7 del 1995. Il mio secondo cd. La mia preferita però era la traccia numero 8: Netzwerk cantava Passion (Remix). Che razza di pezzo! A risentirlo adesso mi metto anche a ridere, però in quegli anni era una vera bomba. 
Ma la canzone che preferisco di quegli anni è senza dubbio la migliore, oggettivamente parlando: nessuno può battere Scatman John (R.I.P.) con la sua indimenticabile Scatman's World. Diavolo, per noi ragazzi cresciuti negli anni 90, questo pezzo è la colonna portante di un'epoca. Il ritratto di una generazione che oggi non si riconosce più. Fino a quando un giorno, ti svegli la mattina con i tuoi pensieri, accendi la radio e senti questo brano. Subito ti vengono in mente le feste alle medie, luci basse, tutti appiccicati in un garage; c'è chi fa finta di mixare i dischi, chi invece è costantemente imbragato con delle tipe, altri che ballano come dei matti stile break dance e chi più ne ha più ne metta. Meraviglioso.
Poi, passano gli anni e metto la musica dance da parte. Di tanto in tanto ascolto qualcosa ma non ci faccio più caso. Però un paio di brani mi restano in testa di quel periodo: la splendida "Around the world" dei Daft Punk, un capolavoro di musica dance, con un giro di basso che ti fa esplodere le casse e un ritmo assillante che non lascia scampo. Poi, molto simile è anche "King of my kastle" degli Wamdue Project. Già da questi due pezzi si sente l'inizio di un andazzo house, ma non è ancora del tutto accentuato. Arriva anche Gigi d'Agostino (per il piacere di UzZio): il brano che più mi fa impazzire è "Another way" . Chi non ha la dance nel sangue non può capire. Perché, in fondo, anche se amo ed amerò sempre l'hip hop, non posso dimenticarmi quello che ho dentro, cioè che sono cresciuto a colpi di basso e di sintetizzatori con l'unz-unz. Comunque, dicevo, passano gli anni e nel 1997 arriva anche Robert Miles con la splendida Children. Dopo Scatman's World, questa sicuramente occupa il secondo posto nella classifica delle canzoni dance degli anni '90 che mi hanno fatto impazzire (e sicuramente più belle).
Anno 1998, vado fuori per la canzone di Mousse T., "Horny". Magnifica. Sulla stessa scia mia faceva impazzire anche "Music sounds better witho you" degli Stardust con la bellissima voce di Benjamin Diamond. Fantastica. 
Arrivano poi i Chemical Brothers con la magnetica "Hey boy, hey girl". Spacca di brutto ancora (vero Sushi?!)!
E dopo c'è Fatboy Slim. E non dico altro. Il suo album del 1998, il più famoso, intitolato "You've come a long way, baby" l'ho consumato. I pezzi migliori? "Right here, right now" (tra l'altro, uno dei video più belli esistenti), "The Rockafeller Skank", "Fuckin' in heaven", "Gangsta Trippin" (altro video spettacolare) e la meravigliosa "Praise You" (cantata a squarciagola in quella discoteca di Berlino), la migliore. 
Beh, adesso la smetto e continuerò a parlarvi della dance più avanti. Arrivando, finalmente, alle canzoni house che tanto mi hanno fatto scatenare negli anni scorsi. Questa era solo un'introduzione, giusto per farvi capire che non sono nuovo dell'ambiente. Saluti.

venerdì 11 aprile 2008

Un Confronto

Cavolo, che razza di macchina che ho acquistato! Davvero una bomba! Sfortunatamente il maltempo di questi giorni mi ha impedito di testare le vere capacità della 350D che, checchéssenedica, è ancora una signora macchina. Le prime foto sono venute chiaramente male, ma non c'è da stupirsi. Non conosco le funzionalità avanzate, per cui quando la prima volta sono andato a scattare in manuale, è venuta una foto scurissima, quasi nera! Tuttavia, leggendo il manuale di sole 180 pagine, ho capito il funzionamento e anche in modo manuale sono venute delle cose guardabili. Tra tutte le caratteristiche, mi ha colpito soprattutto una: quella cioè di poter fare un bracketing dell'esposizione per ogni scatto. Mi spiego meglio. Quando scattate una foto, lo fate selezionando determinate impostazioni, ad esempio la compensazione dell'esposizione, la sensibilità ISO, eccetera. La funzione di bracketing mi permette di scattare in successione tre foto, una per ogni valore diverso di esposizione. Cioè, premendo una sola volta il pulsante dell'otturatore, vengono fatte tre immagini con esposizione diversa, impostata precedentemente a nostro piacimento. Questa è una gran cosa se poi si vogliono fare gli HDR senza voler utilizzare il cavalletto. Davvero una bella cosa, che proverò non appena il meteo me ne darà l'occasione.
Intanto, sto facendo dei test in casa per vedere fin dove mi posso spingere con tempo di posa, apertura del diaframma, ISO, profondità di campo e cose di questo genere. I risultati sono ovviamente sorprendenti. Per rendervi conto della potenza strabiliante del sensore CMOS, vi faccio il confronto tra questi due cropping al 100%. Il primo si riferisce ad una foto scattata dalla mia "vecchia" Ixus 60 (il cui sensore è un normalissimo CCD), in manuale, senza flash, a ISO 800.


Come potete verificare, il CCD della compatta ad alti ISO sminchia tutta l'immagine, sgranandola in un modo allucinante, con evitabile perdita di definizione. Altri dettagli: apertura f/2.8 e tempo di posa 1/60.
Quest'altro, invece, deriva da una foto fatta in modalità semi-automatica ad ISO 800 dalla 350D. Altri dettagli: apertura f/3.5, tempo di posa 1/30.


Notate dunque l'enorme differenza tra le due? Questo, cosa significa? Beh, una cosa innanzitutto: con meno rumore ad ISO alti posso permettermi di scattare di notte con tempi di posa abbastanza corti (diciamo da 1/4 ad 1/30), senza dover per forza avere tempi superiori o uguali a 1 secondo, che provocano fotografie mosse (senza l'uso del treppiedi). Alternativamente, con l'uso di un treppiede, posso chiudere il diaframma fino a, diciamo, f/16 o f/18 se l'obiettivo me lo consente, ed aumentare il tempo di posa (che ne so, 4-5 secondi magari), in modo di avere buona profondità di campo (cioè quasi tutti gli oggetti a fuoco).
Quindi cosa se ne può dedurre da tutto ciò? Senza dubbio questo: certamente le reflex digitali sono macchine che costano dei bei soldi, però la differenza si nota eccome, senza nulla togliere alla mia compattina che tante soddisfazioni mi ha dato.
Certo è che se ad uno non gliene frega niente di fotografia, poco gli importa di avere grandi rumori ad alti ISO. Se però a qualcun'altro dà fastidio perché vuole ottenere dei buoni risultati e foto nitide, io credo che tutto sommato 500 euro non siano poi così tanti, ma soprattutto non sono mal spesi. Considerando che ci sono macchine che costano 1500, 2500 e 8000 euro.

PS: se la seconda immagine vi sembra sfocata, beh, è perché è proprio sfocata. Il crop infatti l'ho fatto in un punto dell'immagine che non era a fuoco (avevo messo a fuoco il centro, il crop è abbastanza laterale). Il primo invece è più a fuoco perché nella modalità automatica la compatta mette a fuoco tutto quanto. Più o meno.

martedì 8 aprile 2008

Il momento del matto

lunedì 7 aprile 2008

Tre

  1. Ho finalmente finito di scrivere la tesina sulla Lagrangiana di QCD: in totale sono 36 pagine, di cui 30 piene di conti (in effetti i conti li ho fatti a parte, altrimenti sarebbero venute 60 pagine) e 5 figure. Sono piuttosto soddisfatto.
  2. Ho deciso definitivamente che prenderò la EOS 350D, anche se oggi ho visto qui che vendono la 400D a 517 euro. Metteteci 10 euro di spedizione e fanno 527. Tuttavia per la 400D c'è il cash-back di Canon che rimborsa 60 euro, quindi in totale sarebbero 467. Però la cosa mi puzza: mi puzza da garanzia tarocca, anche se sul sito dicono che è "garanzia 24 mesi valida in Italia". Gli ho mandato una mail chiedendo lumi e mi hanno risposto che la garanzia è europea di 24 valida in Italia. Sinceramente non mi fido. Preferisco che le cose siano semplici e chiare. Anche perché le differenze tra le due macchine sono solo "estetiche", senza particolari rivoluzioni.
  3. Ho appreso che si può creare un HDR anche da una singola immagine. Basta fare così: aprite una foto in PhotoShop, andate su Regolazioni, selezionate Esposizione. Create così una foto con esposizione -1, salvate, ripetete lo stesso procedimento e ne fate una con esposizione +1. A questo punto avete 3 immagini con esposizione diversa e potete fare un HDR. Chiaramente questo non è come se faceste tre foto singole, però non è male. Questo metodo inoltre è particolarmente efficace andando ad elaborare immagini nel formato RAW: con il software apposito è proprio come avere tre immagini diverse, cosa che non avviene processando i JPG. Un esempio? Ma certo! Ecco come appare la piazzetta nell'Ile de la Cité dopo aver applicato questo metodo.

domenica 6 aprile 2008

Una dura scelta

In questi giorni ho principalmente due fisse: (1) i processi di rinormalizzazione della QCD che danno luogo al cosiddetto running coupling e, di conseguenza, alla libertà asintotica dei quarks negli adroni e (2) la ricerca disperata di una reflex digitale ad un prezzo accettabile. Ora, siccome il primo punto non l'ho ancora capito molto bene da poterlo raccontare, vi parlerò del punto secondo. 
Cominciamo dal principio. A mio avviso le fotocamere digitali si possono classificare in tre categorie: le compatte, le bridge, e le reflex. A loro volta le compatte io le divido in due categorie: quelle che hanno il mirino ottico e quelle che non ce l'hanno. Dovessi scegliere (come in effetti ho fatto in passato), ne prenderei una con il mirino ottico. Le compatte hanno una grande varietà di prezzi e di caratteristiche: si parte dagli 80 euro per una compattina da 5-6 megapixels fino ad arrivare a circa 400 euro per una da 12 megapixels. Inutile dire che avere una compatta da 6 MP e una da 12 MP, preferisco quella da 6, in quanto non è detto che siano proprio 12 i MP effettivi (e anche perché c'è troppa differenza di prezzo tra le due, differenza a volte non giustificata) e perché, spesso, le funzioni in modalità "manuale" delle due macchine sono del tutto uguali. Ma per fortuna non è il mio caso, visto che già possiedo un'ottima compattina Canon da 6 MP effettivi.
Le bridge sono una via di mezzo tra le compatte e le reflex e i loro prezzi variano tra i 250 e i 500 euro. Le loro dimensioni sono più grandi di quelle di una compatta e hanno alcune funzioni avanzate che queste ultime non hanno. Inoltre possiedono CCD più grandi aventi un rapporto segnale/rumore più alto, il che si traduce nel dire che ad alti ISO il rumore introdotto è più basso di quanto avviene con le compatte (infatti io, con la mia, mai mi sognerei di scattare a ISO 800 perché le foto verrebbero tremendamente sgranate). Inoltre le bridge hanno zoom più alti (fino a 12x) delle compatte, però l'ottica è fissa. Dovessi scegliere il modello, quasi sicuramente prenderei una Canon PowerShot S5 IS o, avendo più soldi, la grandiosa PowerShot G9.
E poi ci sono le reflex che a loro volta le classifico in tre sottocategorie: le cosiddette entry level, le semi-professionali e le professionali. E qui veniamo a noi. Come prima reflex digitale opto sicuramente per una entry level solo che non è detto che costano proprio poco. Una breve panoramica. La scelta che farò sarà quasi esclusivamente tra Nikon e Canon, dal momento che le altre marche (tipo Pentax, Sony, Olympus) hanno un parco ottiche limitato; infatti, non vorrei un giorno dover cambiare totalmente sistema fotografico perché mi serve un'ottica non disponibile tra quelle compatibili. 
Cominciamo con le Nikon. Della fascia entry level, cioè tra 500 e 1000 euro, ci sono questi modelli:
  • D40: sensore CCD da 6 MP, venduta in kit con l'obiettivo Nikkor 18-55 mm a circa 450-500 euro.
  • D40X: stesse caratteristiche dell D40 ma con sensore CCD da 10 MP. Venduta con lo stesso obiettivo a circa 600-700 euro.
  • D60: uscita due settimane fa, sensore CCD da 10 MP, sistema integrato di pulizia del sensore e venduta in kit con il 18-55 mm a partire da circa 600 euro. Con il nuovo obiettivo 18-55 mm VR (anti-vibrazioni) si sale sui 700 euro.
  • D80: completamente fuori dal mio budget, prezzi a partire da 900 euro.
Passiamo adesso a Canon:
  • EOS 350D: sensore CMOS da 8 MP, venduta in kit con obiettivo Canon 18-55 mm a circa 450 euro. Unico neo: da qualche mese è uscita dalla produzione.
  • EOS 400D: sensore CMOS da 10 MP con sistema di pulizia integrato. Altre migliorie rispetto alla 350D, tipo l'autofocus a 9 aree (che nella 350D è a 7) e altre diavolerie non molto importanti. Prezzi a partire da 600 euro con kit.
  • EOS 450D: sensore CMOS da 12 MP, funzione Live View (che si può scattare guardando attraverso lo schermo LCD) e altre migliorie. Prezzi a partire da 900 euro con il nuovo obiettivo Canon 18-55 mm IS (stabilizzato).
Questo è quanto. Diciamo che, confrontando caratteristiche e prezzi, sono orientato fortemente verso la Canon EOS 350D che ho visto in offerta a 490 euro compresa di borsa e garanzia Canon Italia della durata di 2 anni. Mi sono documentato nei vari forum sia americani sia italiani e sembra che la 350D sia una gran macchina, anche se un po' datata. Tuttavia questo non mi spaventa perché gli 8 MP sono sufficienti a generare immagini di buona qualità, ha tutte le funzioni che mi servono (quali il focheggiamento manuale, la possibilità di regolare l'apertura del diaframma, i tempi di posa e altre cosette), è al 100% compatibile con tutte le ottiche Canon e derivati, anche quelle che non supportano l'autofocus (e che quindi costano un sacco meno) e, da non sottovalutare, ha un prezzo relativamente contenuto.
Sebbene mi piaccia un sacco la nuovissima 450D - l'ho vista in vetrina ieri ed è stato amore - e anche la sua sorellina, la 400D, penso che prenderò la 350D. E questo perché, non avendo tanti soldi da spendere, mi sembra quella con rapporto qualità/prezzo più alto. Basti pensare che appena uscita, nel 2005, costava circa 1000 euro venduta in kit con il 18-55mm. Inoltre devo sbrigarmi se voglio prenderla, perché essendo uscita di produzione, non se trovano tante in giro e più avanti si va e peggio sarà.

sabato 5 aprile 2008

Maledetti questionari

Giusto perché ho due minuti prima di andare a pranzo.

1. Hai mai goduto nel soffrire? Che domanda del menga. Come si può godere soffrendo? Una cosa esclude l'altra. Sarebbe come dire che un fotone supera la velocità della luce. Diavolo, lui è la luce, non può andare più veloce di se stesso. Spero di essere stato chiaro.

2. Le chiese ti fanno paura? Assolutamente no. A volte mi ci trovo pure bene.

3. E i cimiteri? Neanche. Nemmeno di notte. Non mi fanno paura. Piuttosto mi mettono angoscia – sia di notte che di giorno – perché penso che fra qualche decina di anni anch'io sarò sotto un metro di terra.

4. Sogni spesso di essere nudo? Dipende da cosa sogno e con chi sono ne sogno :P

5. Hai mai mentito per procurare un danno a qualcuno? Non che io sappia. Magari l'ho fatto inconsciamente, ma non credo. Non sono quel tipo di persona.

6. Trovi che sia lecita la vendetta? Assolutamente sì. Poi dipende da come uno si vendica.

7. Prenderesti parte da un orgia? Mah, non so. Comunque non credo. Almeno se sono sano di mente. Con una buona dose di alchol in corpo, chissà...

8. Hai mai avuto paura di andare all'inferno? No. Lo vedremo alla fine dei conti.

9. Russi mentre dormi? Ah non lo so. Se dormo non mi posso stare ad ascoltare.

10. In amore sei dolce o aggressivo/a? Siccome sono troppo dolce, cerco di essere il più aggressivo possibile. Ma non mi riesce mai e questo è un grosso problema.

11. La tua paura più grande? Che arrivi qualcuno, un giorno, e dica che la Relatività è completamente sbagliata.

12. Da bambino/a giocavi con il Lego? Certo, che domande. Ma non sono mai stato bravo a costruire cose. Molte volte mi arrabbiavo e lanciavo le mie creazioni contro il muro distruggendole. Preferivo giocare con le macchinette. (Cavolo, le Majorette, ve le ricordate? Le avevo tutte! Così come le Bburago, di tutte le scale, dalle 1:48 alle 1:18. Bei tempi.)

13. Ti piace il tabacco da masticare? Mai provato.

14. Eri bello/a da bambino/a? Sinceramente non ci ho mai badato. Però in terza elementare me la facevo con la bambina più bella della classe :D

15. La vita da single fa per te? Non è male. Ma stare in compagnia forse non guasta.

16. Di che colore è la tastiera del tuo PC? Bianca.

17. Canti sotto la doccia? Sì. E' il luogo dove trovo ispirazione per creare nuovi beats. Quasi tutti gli ultimi che ho prodotto sono stati pensati sotto la doccia.

18. Hai una qualità nascosta? Certo. Credo che le abbiamo tutti.

19. La meta ideale per le tue vacanze? Non ho un tipo di meta particolare. Ma ho un sogno, un sogno americano, che parte da New York e arriva a Los Angeles.

20. Quante leccate ti occorrono per arrivare all’inizio del cono di un gelato? Io il gelato non lo lecco. Lo mastico.

21. Sai cantare la canzoncina dell’alfabeto? Quella in inglese sì. Ma ne esiste anche una in italiano?

22. Sei mai stato/a su un aereo? Sì, ed è una figata. Soprattutto quando da fermo accelera per decollare. Ci vado solo per quello. Sia benedetto Archimede. Santo subito!

23. Cosa ne pensi della caccia? Deve essere una figata. Però deve essere controllata.

24. Ti sposerai un giorno? Mah, chi lo sa? Chi vivrà vedrà.

25. Ti piace la tua calligrafia? Sì, non mi dispiace. Soprattutto per scrivere le formule. Il simbolo della derivata parziale mi viene particolarmente bene, assieme alla “psi” e ad altre lettere greche.

26. A cosa sei allergico/a? Ad un sacco di cose che neanche ricordo.

27. Quando è stata l'ultima volta che hai detto ti amo? Probabilmente coincide con l'ultima volta che ho bevuto.

28. Elvis è ancora vivo? Non credo proprio.

29. Piangi ai matrimoni? No.

30. Come ti piacciono le uova? Alla coque, la fine del mondo.

31. Le bionde sono stupide? Conosco bionde stupide e bionde non-stupide. Non posso generalizzare perché conosco anche more stupide e more non-stupide. Anche se, secondo me, quelle stupide fanno solo finta di essere stupide. E forse quelle non-stupide fanno finta di esserlo.

32. Quand’è stata l’ultima volta che hai baciato qualcuno? Coincide sempre con quella volta in cui ho bevuto.

33. Ma che ore sono? Mezzogiorno e mezzo. Che fame boia.

34. Hai un soprannome? Ovvio. Scommetto che vuoi anche sapere quale è. Però la tua domanda è stata posta in un modo sbagliato. Comunque, i soprannomi sono questi: Myked, MykDee (che si pronunciano uguali), Dee, Deezzle, MykDeezzle, Myk, Il Nonno, Neste, eccetera.

35. Mc Donalds fa schifo? Mah, non so. Ci vado molto poco. Anzi direi che ci vado solo quando ho pochi soldi e una buona fame. In tal caso non importa cosa mangio, basta che sia commestibile. E almeno il Mc è commestibile (cioè, i panini che fanno al Mc, non il Mc inteso come edificio, sia chiaro).

36. L’ultima volta che sei stato/a in macchina? Un'ora fa, per spostarla dallo scivolo del garage al parcheggio della mia via.

37. Quanti anni avevi quando ti hanno detto che Babbo Natale non esiste? Non ricordo. Probabilmente è stato in quinta elementare.

38. Ti piace farti baciare il collo? Sì ma non dai cani. Ah, ma i cani leccano. Quindi non c'entrano.

39. Quali sono le tue passioni? Sono un fottio. Le più grandi sono: la musica, le automobili e la fotografia che ultimamente mi sta prendendo un sacco. Poi c'è anche la fisica teorica, anche se non credo si possa definire “passione”. Anche il basket non mi dispiace. Infatti oggi pomeriggio ho una partita con i bimbi (speriamo in bene!).

40. Marmellata o sciroppo? Per le marmellate preferisco quella di pesche e di marroni. Dei sciroppi, quello che preferisco è il Lisomucil.

41. Ti piacciono i sandwich? Sì. Ma preferisco i club-sandwich, specie quelli dello Stinger. Quello con porchetta e funghi è imbattibile, anche se pesantuccio.

42. Sei soddisfatto/a della tua vita? Non vedo perché dovrei non esserlo. E comunque non mi accontento mai, I have to improve everything!

43. Sei sensitivo/a? No.

44. Fai i grugniti mentre ridi? No. Però faccio dei suoni strani quando aspiro l'aria. Non credo che si chiamino grugniti.

45. Credi nella magia? Per carità. Sotto questo punto di vista classifico i maghi come eretici.

46. Sei favorevole al divorzio? Non è una cosa bella divorziare. Però se non c'è più amore, è necessaria.

47. Fa freddo oggi? No. Oggi è una bella giornata di inizio primavera.

48. L’ultima cosa che hai mangiato? Un Buondì ricoperto di cioccolata.

49. Indossi dei jeans? Sempre. Non saprei cosa fare senza. (Senza jeans, andrei in giro in mutande, ovvio.)

50. Cosa ti manca in questo momento? Una relfex digitale. Ma rimedierò presto, credo entro fine mese.

mercoledì 2 aprile 2008

Another one

Siccome l'inquadratura non è perfetta, anzi, è davvero pessima, posto qui l'altro HDR che ho fatto l'altro giorno al porto commerciale di Marghera. Come la vedete?


Poi vi informo che è uscito il nuovo numero del Symmetry Mag e lo potete trovare cliccando sull'apposito link a destra.
Vi saluto e vi bacio.