martedì 30 settembre 2008

Giochi d'altri tempi

In questi giorni sto facendo un po' di ordine in camera e in casa. Era da un sacco di tempo che non facevo pulizie del genere e devo dire che è molto divertente. A questo proposito mi sono capitate in mano delle cose che era da almeno 15 anni che non le rivedevo, anche perché non sapevo neanche dove fossero. Inoltre, grazie a questo, mi sono venuti in mente un sacco di giocattoli della mia infanzia: si andava dal lavaggio per le macchinine, al Voltron (identico a questo in foto), alle migliaia di esemplari di Majorette (c'era stato un periodo in cui le avevo praticamente tutte), le centinaia di Bburago in tutte le scale (dalla 1:18 alla 1:48) e così via. Ma soprattutto il mio mitico Sega Mega Drive.
Non avevo molti giochi, anzi, ne avevo solo quattro. C'era Altered Beast, incluso nella confezione della console, poi avevo Sonic 2, Outrun e Super Monaco GP. Ho passato un sacco di tempo con quei videogiochi, ma solo uno di essi ho finito ed è stato Outrun. Purtroppo del Sega mi manca l'alimentatore che si è rotto, ma spero di rimediarne uno anche non originale, perché ho una voglia tremenda di rigiocarci. Tuttavia devo ringraziare sentitamente YouTube che ha messo a disposizione un sacco di video su questi videogiochi, in modo che chi in passato ha speso molto tempo davanti alla tv, oggi possa dire "ah, bei tempi!"
Cominciamo con Outrun. Di questo videogioco ci sono svariati video, ma io ho scelto questo qui:




Assolutamente meraviglioso. 
Passiamo ora ad un altro gioco di macchine, ovvero Super Monaco GP:



Ora invece si va all'ipnotico Altered Beast, il gioco che odiavo di più non solo perché era macabro ma soprattutto perché non riuscivo a superare il terzo livello. Comunque, eccolo:




E ora veniamo al mio preferito: Sonic 2. Beccatevi questo qui che l'ha finito in 20 minuti!





Veramente spettacolare. Quanto mi mancano questi giochetti! Devo assolutamente rimettere in sesto il Sega Mega Drive.

sabato 27 settembre 2008

Poca voglia

Oggi è una di quelle giornate in cui non ho voglia di fare niente. Non capitano anche a voi? Sarà per il tempo (pessimo) oppure per la sonnolenza, oppure per altre cose fuori dalla mia conoscenza e coscienza, fatto sta che fino ad adesso non ho fatto nulla. Cosa posso fare? Sicuramente scrivere qualcosa qui su questo blog, dato che non voglio fare la fine di BH. 
Uhm, cosa c'è da dire? Beh, niente di che. Giovedì sera siamo andati ad una inaugurazione di una churrascheria brasiliana a pochi km da casa mia. L'inizio era previsto per le 19, ma in pratica è iniziata un'ora dopo. A disposizione dei clienti c'era un ricco buffet di verdure di vario genere - compresi dei fagioli piuttosto grandi e dall'aspetto poco invitanti -, caraffe di spritz, vino rosso, bianco e acqua, ma soprattutto i famosi spiedi giganti brasiliani, sui quali erano impilati svariati kg di carne di vario genere e sapore. Era da un sacco di tempo che dicevamo di andare a mangiare ad un brasiliano ma vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non siamo mai andati. Ma, come in tutte le cose, l'occasione arriva per tutti, prima o poi. E così l'abbiamo colta al balzo, sfamandoci a dovere. Le ciliegine sulla torta sono state due ballerine brasiliane che non si sono certo risparmiate nel mostrare le loro doti "posteriori" a qualche centimetro dal mio naso - eravamo in una posizione sfigata per la cena, ma alquanto strategica per lo spettacolo.
Ieri sera, invece, grilliata con quelli del comune e anche lì i kg di carne si sono sprecati - molto buone le salsicce e le costicine (o costolette o costine o come le chiamate voi dalle vostre parti, io le chiamo affettuosamente 'costesine'). Niente ballerine in perizoma però, accidenti. Ma va bene così.
In settimana ho ripreso col basket e devo dire che non vedevo l'ora. Quest'anno le cose sono cambiate, nel senso che la squadra che avevo l'anno scorso è stata divisa in due: i bimbi del 2000 fanno una squadra assieme a quelli del 2001, mentre i '99 formano una squadra unica allenata dal sottoscritto. Devo dire che così sono molto contento perché ho la possibilità di lavorare di più (un'ora e un quarto invece che un'ora) e meglio (sono decisamente meno gli iscritti), anche perché quelli del '99 sono piuttosto bravini. Poi mi hanno dato una squadra di microbasket, ovvero i marmocchi nati nel 2002/2003. Ma loro non fanno il campionato, anche perché la palla è più grande di loro e a malapena sanno reggersi in piedi.
Questo è quanto. E la voglia di fare di certo non è aumentata. Vedrò di combinare qualcosa. Saluti, statemi bene.

domenica 21 settembre 2008

Meeting

Oggi sveglia alle 7.00, colazione veloce, macchina e treno per Verona. Motivo? Meeting del Canon Club Italia: venti fotoamatori e dilettanti della fotografia si sono dati appuntamento nella città scaligera per una giornata di foto e annessi. Potevo io mancare? Certo che no!
Veramente splendido: ho conosciuto grandi persone, veramente esperti e professionali, senza avarizia nel dare consigli a noi novellini. Un'organizzazione fantastica da parte di un utente del forum che si è preoccupato di prenotare il pranzo e ha fatto da cicerone all'intera banda di canonisti. Insomma, davvero una piacevole giornata, nella quale ho imparato molto e scattato altrettanto. Ciliegina sulla torta: ho potuto provare un ultragrandangolare Sigma 10-20mm DC HSM e ho concluso che devo assolutamente averlo. Spaventoso. Le foto saranno presto disponibili su Flickr, giusto il tempo di sistemarle un attimino.
Esperienza da rifare al più presto.


Foto di gruppo

martedì 16 settembre 2008

Foto in concorso!

Signori, lo sapete, io sono fissato con la fotografia. Ormai non mi lascia più scampo. E come conseguenza di ciò, sono diventato matto quest'estate per cercare una foto adatta per il grande concorso internazionale “Eyes on the planet”, promosso da Manfrotto e altre istituzioni con lo scopo di sensibilizzare i giovani rispetto ai cambiamenti che avvengono sul nostro pianeta. Il termine ultimo per la presentazione delle foto scade il 30 settembre e la si può postare in una delle 4 categorie: Food, Climate, People e Environment. I premi in palio sono piuttosto sostanziosi e vanno da 3 giorni di workshop negli USA con un famoso fotografo americano a una Nikon D40 passando per corsi e master in fotografia. Insomma, un'occasione unica e da non perdere, anche perché gratuita!
Quindi io, ovviamente, ho partecipato e sono sicuro che, siccome mi amate, andrete a votare la mia foto. Essa è questa:


Il titolo è La Bella E La Bestia e rappresenta un controluce dei tetti di Venezia con lo sfondo fatto dalle ciminiere di Porto Marghera: la bellezza di Venezia con i suoi palazzi, i canali, i campi, le calli e i ponti si scontra con la sua maledizione, ovvero Porto Marghera con le sue fabbriche, ciminiere e l'inquinamento che produce. Due facce della stessa medaglia, separate da una sottile striscia d'acqua dorata, che fanno amare a odiare al tempo stesso questi luoghi.
La mia foto fa parte della categoria Environment e spero che vi piaccia. Per votarla andate sul seguente link, che ho messo anche in rilievo in alto a destra. Credo che per votare bisogna iscriversi, ma non è una procedura lunga ed impegnativa. Avete tempo fino a fine ottobre e sono sicuro che parteciperete numerosi :)
In questo post potete scrivere cosa ne pensate, se vi piace o meno. Ma potete anche dire cosa avreste fotografato voi che rientrasse in una delle 4 categorie.

PS: per vedere la foto in qualità buona andate alla pagina relativa di Flickr.

giovedì 11 settembre 2008

Science fiction

Oggi ne ho viste e sentite di tutti i colori. Sapete già a cosa mi riferisco: essendo il 10 settembre non posso che parlare del Large Hadron Collider. Penso che oggi siano state le parole più pronunciate al mondo dagli scienziati ed effettivamente con molta ragione. Primo, perché ci sono voluti 16 anni per costruirlo. Secondo, perché è la macchina più grande costruita dall'umanità. Terzo, perché fornirà – si spera – risposte importanti sulla nostra natura. Insomma, oggi è stato un grande giorno per l'uomo, una grande conquista.
Dall'altra parte della barricata c'è chi, come Stephen Hawking, si augura il fallimento degli esperimenti al LHC per quanto riguarda la ricerca del bosone di Higgs. L'astrofisico inglese auspica, invece, la scoperta delle particelle supersimmetriche. In ogni caso, qualcosa verrà fuori.
Ma c'è anche un altro motivo per cui la notizia dell'accensione del LHC era in tutti i telegiornali e siti internet: la tanto presunta e blasonata creazione di buchi neri distruttivi. Già lo dicevamo con Filippo qualche giorno fa: assolutamente impossibile - e se non ci credete guardate qui. Non riesco a capire come sia venuta fuori questa notizia. Forse è stato quell'episodio in cui il CERN era stato messo sotto “inchiesta” perché secondo due personaggi ignoti l'enorme energia prodotta avrebbe creato ed ampliato un buco nero che avrebbe inghiottito Ginevra, il lago, la Svizzera, l'Europa e il mondo intero. Baggianate, ovviamente.
Ma è chiaro che queste cose interessano molto l'opinione pubblica, come infatti ho notato oggi quando, chiacchierando con delle persone non-fisiche, mi è stata rivolta la domanda: “Ma cos'è sta storia dei buchi neri e del Big Bang?” Oppure: “Ma cosa sarebbe questo LHC? Ma davvero distruggerà la Terra?” Insomma, cose così. Questo, ovviamente, è stato anche confermato poi, in serata, dai servizi dei telegiornali, che hanno parlato di questo ed altro, fornendo anche informazioni sbagliate e del tutto insensate. Ad esempio, ho visto il TG2 della sera e il suo servizio sul CERN: verso la fine, la giornalista ha detto che LHC permetterà di individuare la materia oscura, un tipo di materia sconosciuta composta da particelle con carica negativa. Allora, se le cose non le sai, o le sai male, non dirle. Perché se uno è abbastanza intelligente capisce che se la materia oscura non è conosciuta, non puoi dire che sono “particelle con carica negativa”. Ovviamente ella voleva riferirsi all'antimateria, ma tutti sanno che non è la materia oscura. E poi l'antimateria non sono solo particelle con carica negativa.
Insomma, se fino a poco tempo fa l'impressione era che si stava andando verso un'informazione cosiddetta di science fiction, adesso con LHC quell'impressione è divenuta realtà. Certo, per attirare il grande pubblico è più che ottima come divulgazione, ma non è forse il modo giusto. Infatti, se da un lato molta gente si avvicina, anche solo temporaneamente, a queste cose, dall'altro la disinformazione resta ed anzi viene peggiorata la cultura generale di una persona – anche se in un modo molto debole – come dimostrato dal servizio del TG2.
D'altra parte, lo capisco anche io che parlare di rottura spontanea di simmetria, teoria quantistica dei campi e chi più ne ha più ne metta, sia fonte di noia e, molto probabilmente, gli spettatori cambiano canale.
In rete le cose cambiano un po', ma non molto. Sui siti dei maggiori quotidiani, si fa sempre riferimento al “pericolo scampato” del buco nero ed al Big Bang ricreato. Quando mi sono ritrovato a spiegare cosa significa ricreare il Big Bang, ho dovuto in un qual modo smontare quello che i miei interlocutori avevano sentito alla TV, e convincerli che il Big Bang non si può ricreare – per ovvie ragioni, evidentemente – ma che venivano generate energie confrontabili con quelle che c'erano alcuni attimi dopo il Big Bang. Inutile dirvi lo stupore negli occhi dei miei interlocutori. Ho dovuto anche cimentarmi nell'impresa di spiegare l'utilità dell'esperimento. Quando ho detto che le sue applicazioni nel mondo “reale” probabilmente non ci saranno – la domanda era “ma con questo esperimento posso dimenticarmi della benzina?, per dire “siccome è una cosa talmente grossa, sicuramente si scoprirà qualcosa di grosso” –, lo stupore iniziale era divenuto delusione. Sì, applicazioni di collisioni di protoni ad alta energia ne vedo poche. Forse la tecnologia utilizzata può avere applicazioni, certamente, ma non le scoperte che si faranno.
“E allora a cosa serve tutto questo?”
La risposta è molto semplice. Vedete, amici non-fisici, ci sono domande la cui risposta è più importante di molte altre cose. Una di queste domande è “perché?” Perché il mondo è così? Perché l'Universo è così? Insomma, perché? In tutti questi millenni, l'umanità non ha fatto altro che porsi queste domande e ognuno, a modo suo, ha dato il suo contributo: da Archimede a Leonardo, da Galileo a Newton, da Einstein a Dirac, solo per citarne alcuni. Il frutto di tutti questi contributi, vecchi di centinaia di anni, è stata la teoria attuale del Modello Standard (sia delle particelle elementari che del Big Bang). E grazie a teorie quali la Relatività o la Meccanica Quantistica o l'Elettromagnetismo siamo stati in grado di avvicinarsi sempre di più al cuore del problema. Ma sono nate delle difficoltà: il bosone di Higgs, dimensioni extra, gravità quantistica, supersimmetria. Risolvere questi ed altri problemi ci porterà ad un livello di conoscenza superiore. E questo, a mio avviso, è inappagabile.
Insomma, posso finire così:
Un litro di benzina costa 1,4 euro. Sapere da dove veniamo, non ha prezzo. Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto questo c'è LHC.

lunedì 8 settembre 2008

La nuova hit dell'autunno 2008


E come diceva un saggio: Science. It works, bitches.

domenica 7 settembre 2008

Changes #3

Basta così, pensò Ed affacciato alla finestra. Il vetro era appannato e questo faceva sembrare che una fitta nebbia regnasse incontrastata tra i palazzi della città. Fuori pioveva e faceva molto freddo, mentre in casa la stufa accesa mandava vampate di calore a intervalli irregolari in tutte le stanze. Per questo il vetro si era appannato.
Ed se ne stava lì, in piedi davanti alla finestra, in attesa di qualcosa. Nemmeno lui sapeva cosa, però aspettava. Si era svegliato così quella mattina, con in testa questa idea, una tremenda convinzione che sarebbe accaduto qualcosa, forse giustificata dal fatto che non ne poteva più della vita che stava conducendo. Non aveva un lavoro fisso, ma aveva trovato un impiego a tempo perso presso una ditta di trasporti. Funzionava così: se avevano del lavoro da sbrigare lo chiamavano e lo pagavano alla fine del servizio. Non guadagnava molto, anzi, prendeva davvero poco. Ma questo, aggiunto ad altri lavoretti che svolgeva qua e là come tuttofare, gli permetteva di vivere discretamente, pagando regolarmente l'affitto e le bollette e togliersi pure qualche sfizio.
Ed era single. Non che le ragazze non lo volessero, anzi, se lo desiderava poteva avere la fila alla porta di casa. No, era single per sua scelta. Riteneva che un legame fisso avrebbe portato ad una fossilizzazione del suo essere, ad una sorta di perdita di identità. Almeno si era convinto così negli ultimi anni. Era un bel ragazzo, dai lineamenti orientali, anche se non aveva il minimo legame con i paesi asiatici. Aveva i capelli castano scuro e occhi verdi che potevano cambiare in azzurri o grigi a seconda di come la luce si rifletteva sull'iride. Questo fatto affascinava moltissimo le ragazze che erano costrette a fargli il filo. Lui non si dava da fare con loro: semplicemente restava immobile a fissarle e, quando incontrava i loro sguardi, erano loro che si avvicinavano e iniziavano la conversazione. Per questo motivo Ed suscitava invidia – e molto spesso anche l'ira – degli altri ragazzi nel locale, costretti come quasi tutti a rincorrere le loro coetanee. A Ed non dispiaceva questo fatto e quindi non aveva problemi a trovare una compagna con cui uscire. C'era stato un periodo, alcuni anni prima, in cui usciva ogni fine settimana con una ragazza diversa ed ogni serata finiva immancabilmente nella camera da letto del suo appartamento sulla decima strada ovest.
Viveva nel Greenwich Village, a Manhattan. Tutto sommato era un quartiere che gli piaceva: era abitato prevalentemente da giovani, la maggior parte dei quali proveniva dalla New York University. Era un quartiere a misura di giovane: ogni sera i locali facevano a gara per accaparrarsi i gruppi di ragazzi, e lo facevano offrendo loro spettacoli di vario genere, dal concerto jazz al cabaret, dallo spettacolo di magia a tornei di giochi da tavolo. Insomma, ogni sera c'era un buon motivo per uscire. Il punto di ritrovo era, come da tradizione, la piazza di Washington Square: sotto l'Arco si ritrovavano così ogni sera centinaia di ragazzi che, dopo una certa ora, sparivano nei club del quartiere.
Ed amava quel posto. Quella mattina, però, si era svegliato con la sensazione che nonostante tutto la vita gli stesse stretta. Sentiva il bisogno di un cambiamento. Sentiva che gli mancava qualcosa, come se quella in cui stava non fosse casa sua. Mentre faceva colazione si meravigliò di questi pensieri e cercò di scacciarli via guardando il notiziario della mattina. A New York succedevano sempre le solite cose: i soliti rapinatori, ladri, stupratori, qualche omicidio nei quartieri periferici e le solite conventions dei politici che promettevano i miracoli più disparati pur di guadagnarsi il voto di ogni cittadino. Le solite cose.
Spense il televisore e quasi inconsciamente andò alla finestra. E così se ne stava lì da quasi due ore, senza che accadesse niente.
“Basta così”, disse a voce alta. Voleva staccarsi dalla finestra e fare qualcosa. Ma non riusciva a farlo. E se magari succede proprio quando non guardo?, continuava a dirsi. Quindi restava in piedi, cercando di scorgere qualcosa oltre il vetro e la pioggia. Era domenica e c'era poca gente in giro. Tutti se ne stavano a casa a dormire, dopo la lunga notte del sabato sera. Di tanto in tanto passava qualche persona che portava a spasso il cane che, sotto il peso dell'acqua sul pelo, avanzava a fatica e sembrava maledire ad ogni passo il padrone, asciutto e tranquillo sotto il suo ombrello. C'era anche qualcuno che urlava, ma erano urla abituali, come ce n'erano tante tra i palazzoni del Village. Probabilmente qualche litigata tra moglie e marito, o tra mamma e figlio o tra ubriachi della notte prima.
Per tutta la mattina non accadde niente. Ed sentiva la fame farsi sempre più importante e decise che poteva fare una piccola pausa per cucinarsi qualcosa. Una piccola pausa per mangiare gli sarebbe stata concessa. E invece ogni volta che tentava di voltarsi c'era come una molla che lo faceva ritornare alla posizione iniziale, cioè davanti alla finestra. Ed cominciava ad innervosirsi e l'agitazione saliva se pensava che non c'era nessuno che lo costringesse a stare là, ma era se stesso. Stava lottando con se stesso, per una cosa stupida come quella. Non riusciva a concepire una cosa simile. Non gli era mai capitata prima e ora stava cercando di capirne l'origine. Ma non trovava niente, nessun motivo apparente. Solo quella sensazione che lo opprimeva da quando si era svegliato.
Allora accadde qualcosa: un fulmine si abbatté improvvisamente sul palo della luce proprio davanti alla finestra. Di scatto e senza pensarci Ed si voltò e si riparò la faccia con le mani. Proprio in quel momento, fuori dalla sua visuale, due uomini stavano litigando. Uno di loro estrasse una pistola dalla tasca posteriore dei pantaloni. Premette il grilletto. L'altro uomo si buttò a terra e schivò il colpo.
Il proiettile sfondò agilmente il vetro e prese in pieno la nuca di Ed.

giovedì 4 settembre 2008

Video sparsi

Oggi, tra una cosa e l'altra, non ho ancora aperto il Galactic Dynamics. Sono le 19 circa e non vedo perché dovrei farlo adesso. Studierò sta sera, dopo aver visto Veline, una bella occasione per vedere un po' di gnocca. L'altra sera, per esempio, non so se avete visto ma c'era una tipa, mi pare fosse brasiliana, che mentre correva per fare lo "stacchetto" ha agitato troppo il petto e qualcosa è venuto fuori - con molto piacere di tutti i maschi di Riva del Garda. Poi, però, ci sono anche di quelle oche che non vi dico e queste mi fanno proprio saltare i nervi. Tuttavia da lunedì ci sono le semifinali, quindi la presenza di oche, galline e altri animali da cortile è alquanto diminuita.
Comunque, stavo dicendo, oggi non ho ancora aperto il libro e non intendo farlo adesso. Stavo quindi cazzeggiando per l'hard disk esterno giusto per cancellare un po' di roba vecchia che non mi serve, programmi da svariati gigabyte che girano solo sotto Windows e quindi sono inutili. Poi ho messo in ordine un po' le foto e, proprio nella cartella di NY, ho beccato qualche video interessante che non mi ricordavo neanche di aver fatto. Non sto qui ad assillarvi, dato che non ve ne importa niente, però visto il caldo che sta facendo - nonostante questo pomeriggio abbia piovuto copiosamente anche se per poco tempo -, ne ho caricato uno su YouTube e lo linko qua sotto.



In tema di video, ne ho trovato un altro, che non c'entra niente con NY, fatto qualche tempo fa in collaborazione con l'amico UzZio. Si tratta di una pessima realizzazione della levitazione naturale di una sedia. Essendo fatto malissimo, si vede benissimo il trucco e non serve che ve lo dica.




Per il resto, nulla da segnalare. So che siete ansiosi di leggere un nuovo post "fisico", ma in questo momento non c'è nulla che ha attirato la mia attenzione. Anche perché, lo ammetto, ultimamente non mi sono documentato molto sugli avvenimenti del mondo scientifico. Sono un po' tagliato fuori, come dire. Tuttavia vi voglio ricordare una data: 10 settembre 2008.
Adesso che ci penso, poi, è quasi un anno (ad ottobre) che non tocco un videogioco. Ieri mi è venuta una voglia irrefrenabile di giocare ad uno di quei giochi di guerra, tipo Call of Duty o Medal of Honor. Ho visto che sono usciti gli ultimi episodi e, diavolo, hanno una grafica da paura. Ma anche ai giochi di macchine... ricordo che ho un NFS ProStreet ancora praticamente incartato... Stavo meditando se prendere o una console oppure mettere a posto il vecchio pc, nel senso di cambiare scheda madre, processore, ram e scheda video... praticamente farlo nuovo. Vedremo.

lunedì 1 settembre 2008

Un pomeriggio libero

Oggi è il primo settembre e l'estate è finita. Potrei dire "purtroppo è finita" oppure "per fortuna è finita". In ogni caso è finita. Certo è che per alcuni non è mai iniziata, mentre per altri non è ancora finita. In effetti si potrebbe andare avanti ancora qualche riga su questo acceso dibattito, ma non credo sia il caso.
Comunque, qui le giornate passano veloci, tra un ellissoide di velocità e un potenziale assisimmetrico rotante ma più che altro tra una foto e un'altra. Ieri, per esempio: una domenica pomeriggio di sole, l'ultimo vero giorno dell'estate. Insomma, una giornata sprecata per studiare. Invece una giornata degna di un giro a Venezia.
Anche a Venezia l'estate è finita. Sebbene di turisti ce ne sono tutto l'anno, è come se adesso, in questo periodo, si siano calmati, pur essendo differenti da quelli di luglio. E' un po' strano da spiegare: per esempio, in Piazza San Marco, nonostante ci fosse molta gente, c'era un silenzio irreale, rotto solamente dalle campane che, con i loro regolari rintocchi, scandivano il tempo. Poi, sulle Fondamenta Nuove, regnava la pace più assoluta, facilitata anche dal fatto che poche erano le persone che passeggiavano di là.
Sta mattina, però, sono dovuto amaramente tornare alla vita di sempre, ai potenziali assisimmetrici e alle equazioni di Jeans. Chissà quando avrò ancora un pomeriggio libero.